La tensione tra Iran e Occidente non si attenua. Il segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale del Paese islamico, Ali Larijani, ha annunciato che Teheran intende designare come “terroriste” le Forze armate dei Paesi dell’Unione europea che a loro volto hanno inserito nella loro blacklist il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (Irgc).
Un colpo durissimo che arriva a seguito della decisione di Bruxelles di inserire formalmente i Pasdaran, la milizia di Teherna, nella lista dei terroristi dell’Unione europea. Una scelta presa a seguito della proposta giunta proprio dal ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, nel corso del Consiglio dei 27. Proprio ieri, il vicepremier ha chiarito che in Ue è emerso “il consenso” sulla definizione dei Pasdaran come organizzazione terroristica, specificando però che il dialogo tra Europa e Iran non deve concludersi per questa scelta.
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Un’opinione che non è stata allo stesso modo condivisa da Teheran. “Le conseguenze di questa scelta ricadranno sui Paesi europei che hanno adottato misure del genere“, si legge infatti nel post di Larijani, che riaccende l’attenzione su una relazione piuttosto complessa e delicata. L’intera vicenda, poi, si inserisce all’interno del più ampio quadro delle trattative tra Iran e Usa sui protocolli per la produzione di uranio impoverito da parte del Paese islamico.
Iran alza la pressione: “Ue pagherà per la decisione sui pasdaran”
Di fronte a questa dura posizione, però, l’Europa non è pronta ad arretrare. “Le nostre ultime sanzioni dell’UE sono un messaggio al regime: la repressione della libertà a Teheran non resterà senza risposta“, ha infatti dichiarato l’Alto rappresentante per la Politica estera Ue, Kaja Kallas, chiarendo che i responsabili della repressione dei manifestanti durante le proteste, incluso il ministro dell’Interno, dovranno pagare per le loro azioni.
Una posizione che il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha definito un “grave errore strategico“, sostenendo di avere l’impressione che l’Europa ormai si comporti come una organizzazione che segue quello che dicono gli Usa e che ha perso il proprio ruolo internazionale. “L’Iran non ha mai messo da parte la diplomazia, l’Ue sì“, ha tuonato il ministro degli Esteri.
Sulla questione si è espresso anche il capo della magistratura di Teheran, Gholamhossein Mohseni Ejei, il quale ha avvertito che i paesi europei dovranno affrontare le conseguenze della loro decisione. “Non c’è dubbio che l’azione ostile degli europei, che hanno etichettato le Guardie Rivoluzionarie come organizzazione terroristica, non rimarrà senza risposta“, ha dichiarato Ejei, aggiungendo che “subiranno le conseguenze del loro atto insensato“, senza però fornire ulteriori dettagli.
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