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Iran, Trump e Netanyahu: una telefonata ‘lunga’ e ‘drammatica’

Telefonata ad alta tensione tra Trump e Netanyahu mentre l’Iran minaccia un conflitto “oltre la regione”. Aumenta sempre di più il rischio di una nuova escalation globale

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Il presidente americanoDonald Trumpe il presidente israelianoBenjamin Netanyahuhanno avuto nella notte una lunga conversazione telefonica definita dai media israeliani “prolungata”, “drammatica” e “cruciale”.

A riferirlo sonoChannel 12e il giornalistaAmit Segal, secondo cui il colloquio tra il presidente americano e il premier israeliano si è concentrato soprattutto sull’evoluzione della crisi conl’Irane sul rischio di unanuova escalation militarenella regione.

La telefonata arriva in un momento di massima tensione, mentre aumentano le indiscrezioni su una possibile ripresa delle operazioni militari contro Teheran.

La minaccia dell’Iran: “La guerra andrà oltre il Medio Oriente”

Durissima la reazione delleGuardie Rivoluzionarie iraniane, che hanno minacciato unallargamento del conflittoben oltre i confini regionali nel caso di nuovi attacchi da parte di Stati Uniti e Israele. In un comunicato diffuso dai Pasdaran attraverso Sepah News si legge: “Se l’aggressione contro l’Iran si ripeterà,la guerra regionale promessa questa volta si estenderà ben oltre la regione”.

Le Guardie Rivoluzionarie sostengono inoltre dinon aver ancora utilizzato “tutte le capacità della Rivoluzione Islamicae promettono “colpi devastanti in luoghi inaspettati”. Parole che alimentano ulteriormente il timore di un conflitto su scala più ampia.

Teheran attacca gli Usa all’Onu

L’Iran ha contemporaneamente alzato lo scontro diplomatico contro Washington anche alle Nazioni Unite. In un messaggio pubblicato su X, la missione iraniana presso l’Onu accusa gli Stati Uniti didiffondere “menzogne e disinformazione”,violare il diritto internazionale e sostenere “i crimini del regime israeliano”.

Secondo Teheran, Washington starebbe tentando di “insabbiare i propri crimini” presentandosi “come pubblico ministero e giudice”.

Le superpetroliere cinesi lasciano Hormuz dopo due mesi

Nel frattempo, cresce anche la tensione sul fronte energetico. Due superpetroliere cinesi, laYuan Gui Yange laOcean Lily, hanno lasciato oggi lo Stretto di Hormuz dopo essere rimaste bloccate nel Golfo per circa due mesi. La notizia, riportata daReuterse rilanciata daAl Jazeera, si basa sui dati di navigazione di LSEG e Kpler.

Le due navi trasportano complessivamente circaquattro milioni di barili di petrolio(petrolio iracheno di Basra e greggio qatariano di Al-Shaheen). Secondo Reuters, una delle petroliere aveva completato il carico proprio alla vigilia dell’inizio della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran.

Il transito delle navi viene osservato con estrema attenzione dai mercati internazionali, perché lo Stretto di Hormuz resta uno dei punti strategici più delicati per il commercio mondiale di petrolio.

Medio Oriente sull’orlo di una nuova escalation

La combinazione tra le minacce iraniane, i colloqui strategici tra Washington e Tel Aviv e le tensioni energetiche nel Golfo Persico sta alimentando il timore di una nuova fase del conflitto mediorientale.

Al momento non ci sono conferme ufficiali su un’imminente offensiva militare ma il linguaggio sempre più duro utilizzato dalle parti lascia intravedere uno scenario estremamente instabile.

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