Donald TrumpeBenjamin Netanyahuhanno discusso della possibilità di unanuova escalationmilitarecontrol’Irandurante una telefonata durata oltre trenta minuti. Il colloquio, riferiscono i media israeliani, si è concluso poco prima dell’inizio della riunione del gabinetto di sicurezza israeliano.
Secondo quanto riportato daYnete dall’emittenteKan, il presidente americano e il premier israeliano avrebbero affrontato il tema di unapossibile ripresa degli attacchi contro Teheran, in un quadro regionale già estremamente teso.
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Infatti dopo la telefonata con Netanyahu, Trump ha scritto su Truth: “Per l’Iran il tempo stringe. Farebbero meglio adecidere velocemente o di loro non rimarrà nulla. Il tempo è essenziale“.
“Se gli Usa colpiscono Iran, Israele potrebbe essere coinvolto”
A rafforzare il clima di allerta sono le parole attribuite a una fonte israeliana informata sui contenuti della conversazione. “Trump deve prendere una decisione. Se decidesse di riprendere le ostilità con l’Iran, è probabile cheIsraele venga chiamato a partecipare”, riferisceYnet.
Una dichiarazione che lascia intendere come Tel Aviv si stia già preparando a uno scenario dicooperazione militare con Washingtonqualora il confronto con Teheran dovesse intensificarsi nuovamente.
L’attacco negli Emirati e il timore di escalation
Nel frattempo cresce la preoccupazione anche nel Golfo Persico. GliEmirati Arabi Unitihanno definito “una pericolosa escalation” l’attacco con droni che avrebbe colpito un generatore elettrico dellacentrale nucleare diBarakah.
In una nota ufficiale, il ministero degli Esteri emiratino ha ribadito che Abu Dhabi “non tollererà in alcuna circostanzaminaccealla propria sicurezza e sovranità”. L’episodio rischia diallargare ulteriormente la crisi regionale, coinvolgendo anche Paesi finora rimasti ai margini diretti del confronto.
Trump aggiorna Netanyahu sulla Cina
Durante la telefonata, Trump avrebbe anche informato Netanyahu sugli esiti della sua recente visita in Cina, altro dossier centrale negli equilibri internazionali.
Il colloquio conferma ilcontinuo coordinamento tra Stati Uniti e Israelein una fase delicata, segnata da tensioni incrociate tra Medio Oriente, Golfo e rapporti tra le grandi potenze.Al momento non ci sono annunci ufficiali su nuove operazioni militari, ma il tono delle dichiarazioni e il susseguirsi degli eventi mostrano quanto ilquadro resti instabile.
Tra minacce, attacchi mirati e contatti diplomatici serrati,il rischio è che basti un nuovo episodio per trasformare una crisi regionale in un confronto molto più ampio.
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