Il lupo perde il pelo ma non il vizio comeDonald Trumpperde consenso tra i suoi elettori ma non illanciare minacce a destra e manca. Tra gli ultimi bersagli del presidente a stelle e strisce compare l’Oman che, a detta del tycoon “non si è comportato molto bene ma lo gestiremo facilmente come abbiamo fatto con altri stati“. Insomma, il solito cocktail speziato di minaccia non troppo celata quando alleati o chiunque non sia sotto Washington decide di perseguire le proprie strade.
Le dichiarazioni di Trump espresse nell’ambito dell’evento nello Studio Ovale dopo aver minacciato l’alleato di bombardarlo se “si mette in mezzo” ai negoziati con l’Iran, si inseriscono nel delicato scenario della guerra in Medio Oriente, dove il tempo è un amico prezioso.
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E proprio per questo e anche per questo, ilpresidente turco Recep Tayyip Erdoğan, è intervenuto intrattenendosi in colloqui telefonici con quello statunitense. Come riferisce l’agenzia Anadolu citando una nota della direzione per le comunicazioni turca, il leader di Ankara ha sostenuto e ribadito all’inquolino della Casa Bianca che è “importante” sfruttare al massimo la diplomazia nell’ambito delle tensioni in Medio Oriente, auspicando in particolare che proseguano i negoziati tra Usa e Iran.
Erdogan ha inoltre dichiarato che l’Accordo congiunto di difesa della Mecca, firmato questo mese tra Turchia, Pakistan e Arabia Saudita, “dimostra una posizione forte nel garantire la stabilità e la sicurezza regionali“, si legge nel comunicato. Il presidente turco ha anche parlato di Gaza, sostenendo che “in un momento in cuil’obiettivo è passare alla seconda fase del processo di pace, si è registrato un aumento delle azioni del governo israeliano contro i palestinesi“, e aggiungendo che la Turchia “continuerà a sostenere una pace duratura nella regione e le iniziative volte alla ricostruzione” della Striscia.
Intanto, dall’Iran il portavoce del ministero degli Esteri, Email Baghaei, scandisce che il termine di 60 giorni per raggiungere un accordo previsto dal memorandum d’intesa con gli Stati Uniti, scaduto nella giornata di ieri, è ora “nulla e non valido” a causa delle “violazioni” di Washington.
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