Dopo l’annientamento del programma nucleare dell’Iran, i tentativi diplomatici non sono bastati, e Donald Trump, come risaputo, non è incline a tira e molla a lungo termine. D’altronde lo ha dimostrato lo scorso 28 febbraio, quando gli Stati Uniti e Israele hanno inferto un duro attacco congiunto contro il Paese degli ayatollah sancendo la morte della Guida Suprema, Ali Khamenei.
Ebbene, uno scenario che rispecchia la buona riuscita dell’operazione militare Epic Fury che il presidente a stelle e strisce ha definito più rapida del previsto, pur avvertendo che il conflitto potrebbe protrarsi oltre le stime iniziali e andrà avanti “fino a quando sarà necessario“. “Siamo già sostanzialmente in anticipo rispetto alle nostre previsioni temporali – ha detto alla Casa Bianca, spiegando che – dall’inizio avevamo previsto dalle quattro alle cinque settimane, ma abbiamo la capacità di andare molto più a lungo. Lo faremo“.
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E non sono mancate neanche rassicurazioni di certo di stampo trumpiano. “Qualcuno ha detto oggi: ‘Il presidente vuole farlo molto rapidamente, poi si annoierà. Io non mi annoio. Non c’è nulla di noioso in tutto questo – ha assicurato Trump, evidenziando i risultati iniziali delle operazioni militari – Avevamo previsto quattro settimane per completarla. La leadership militare è stata neutralizzata in circa un’ora, quindi siamo molto in anticipo sulla tabella di marcia“. Il piano appare quindi chiaro: il regime verrà annientato costi quel costi e con tutto il tempo che sarà necessario.
Per l’inquilino della Casa Bianca, infatti, non ci sono dubbi che questo sia stato il momento ideale per infondere l’offensiva contro l’Iran. “Ho colto l’ultima e la migliore chance per attaccare” ha dichiarato ribadendo che “lo scopo del programma missilistico di Teheran era quello di proteggere il loro sviluppo di armi nucleari e rendere estremamente difficile per chiunque impedire loro di produrre queste armi nucleare, da noi proibite“.
Ma di stampo trumpiano anche le “rivelazioni” che danno sostegno alle sue azioni. Affermando come tutti sostenevano gli Stati Uniti nell’infliggere l’affondo all’Iran, ha dichiarato che “semplicemente non hanno avuto il coraggio di dirlo“. Insomma, tutto secondo programma a stelle e strisce. E anzi, Trump non ha neanche escluso l’invio di truppe di soldati americani sul territorio “se necessario”: “Non dico come ogni presidente: ‘Non ci saranno uomini sul campo’. Dico ‘probabilmente non ne abbiamo bisogno’ o ‘ci saranno se sono necessari“.
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