“Pare ci sia un‘ottima possibilità di riuscire a trovare un accordo. Se possiamo farlo senza bombardare a tappeto, ne sarei molto felice“. Lo ha affermato il presidente statunitenseDonald Trumpparlando lunedì sera alla Casa Bianca dopo aver annunciato con un post suTruthla decisione disospendere l’attacco all’Iran.
La portavoce del tycoon, Anna Kelly, ha comunque ribadito la principale condizione di Washington per arrivare ad una tregua, ovverola rinuncia di Teheran alle sue ambizioni nucleari, dichiarando: “L’Iran non può avere
uranio arricchito, e questa rappresenta unalinea rossanelle trattative insieme al completo stop del loro programma nucleare“.
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Iran, Teheran avverte Washington: “Niente passi falsi, abbiamo il dito sul grilletto”
Da parte sua, la Repubblica Islamica non intende abbassare la guardia e si mostrapronta per una ripresa della guerra. Il comandante del quartier generale centrale di Khatam al-Anbia, il generale Ali Abdollahi, ha infatti avvertito gli Stati Uniti e i loro alleati dinon commettere più errori strategici o passi falsi, perché le forze armate iraniane “sono più preparate che in passato ehanno il dito sul grilletto“.
Gli ha fatto eco il portavoce del Ministero della Difesa, che ha confermato che parte delle capacità militari del Paese non sono ancora state utilizzate e chel'”asse della resistenza” è più coeso che mai. Ha così smentito le affermazioni di Trump secondo cui le risorse difensive di Teheran sarebbero statedistrutte.
Come ha rivelato ilNew York Times, l’Iran avrebbe infatti sfruttato il mese dicessate il fuoconella guerra contro Stati Uniti e Israele perprepararsi alla ripresa dei combattimenti, dissotterrando e riposizionando i lanciatori di missili balistici. Secondo una fonte interpellata dal quotidiano, i raid statunitensi contro il regime degli ayatollah hanno colpito le porte d’accesso ai siti, ma non i lanciatori stessi, poiché questi eranosepolti in profonde grotte sotterranee per proteggerli dagli attacchi.
Iran, dall’inizio della guerra Teheran ha arresto oltre 6.500 persone per “spionaggio”
Nel frattempo, la magistratura iraniana ha comunicato di averarrestato due giornalisti. I reporter sono accusati di essersi infiltrati in organizzazioni sensibili e di aver “abusato del loro lavoro come copertura per
raccogliere informazioni su centri militari e di intelligencee inviarle a reti televisive e di informazione ostili all’estero“.
Secondo l’agenziaFars, dall’inizio della guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran il 28 febbraio, oltre6.500 persone sono state arrestate per “spionaggio“, con 567 di loro accusate di essere“affiliate a gruppi dissidenti”e di aver usato internet via satellite eStarlinkper inviare le informazioni fuori al Paese.
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