“Il cessate il fuoco è in terapia intensiva, conuna possibilità di sopravvivere dell’1%“. Lo ha dichiarato il presidente statunitense,Donald Trump, parlando alla Casa Bianca della tregua con l’Iran. Le dichiarazioni arrivano dopo che la Repubblica Islamica harespinto il piano di Washington in 14 puntiper raggiungere una tregua nel conflitto, presentando una controproposta anch’essa rifiutata dal tycoon, che l’ha definita “proposta spazzatura“.
Iran, Trump: “Non sono sotto pressione, vinceremo noi”
A tal proposito, Trump ha definito“gente stupida”gli iraniani che credevano si sarebbe stancato di portare avanti l’operazione militare. “Pensano che mi stancherò di tutto questo, mi annoierò, sentirò un po’ di pressione“, ha detto ai giornalisti riuniti nello Studio Ovale, precisando di essere estremamente tranquillo econvinto che gli Stati Uniti otterranno “una vittoria totale“.
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In perfetto stile bastone e carota, il tycoon ha concluso affermando che, al netto delle difficoltà,la soluzione diplomatica con Teheran “è ancora molto possibile“. Questo nonostante la leadership del Paese sia“indegna”e ci siano dei “pazzi che vogliono continuare a combattere fino alla morte“.
Iran, i colloqui tra Teheran e Washington riprenderanno dopo visita Trump in Cina
In ogni caso, i colloqui tra Stati Uniti e Iran non faranno progressi significativi prima dell’incontro tra Trump e il Presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping, previsto per la fine di questa settimana. A sostenerlo è una fonte regionale molto vicina al processo negoziale, citata dallaCnn. A suo giudizio, infatti l’andamento dei negoziati “dipenderà dagli esiti della visita del presidente Trump aPechino“, perché la Cina, alleato della Repubblica Islamica, “svolgeràun ruolo importantenel garantire la prosecuzione del dialogo“.
La fonte ha inoltre evidenziato come sia molto probabile che il ministro degli Esteri iranianoAbbas Araghchisi rechi a Delhi per partecipare alla riunione dei ministri degli Esteri deiBrics, prevista giovedì e venerdì, gli stessi giorni in cui Trump sarà nella capitale cinese. La presenza di Araghchi assume forte valore poiché all’incontro saranno quasi sicuramente presenti anchei suoi omologhi di Arabia Saudita ed Egitto, Paesi che da settimane facilitano i colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran, mediati dal Pakistan.
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