Iran, Trump annuncia riapertura stretto di Hormuz

Alle 23 di ieri sera è entrato in vigore il cessate il fuoco di dieci giorni tra Israele e Libano. "L'Iran ha appena annunciato che lo stretto è completamente aperto e pronto per il pieno passaggio. Grazie!", ha scritto su Truth il presidente statunitense Donald Trump

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Il conflitto traStati Uniti e Iransembra essersi momentaneamente placato. È entrato in vigore nella notte tra giovedì e venerdì uncessate il fuoco di dieci giornitraLibanoeIsraele. A Beirut, allo scoccare della mezzanotte, nei sobborghi meridionali sono risuonati spari di festeggiamento, segnale di sollievo dopo settimane di combattimenti.

Tuttavia, fino all’ultimo momento il conflitto è rimasto intenso:Hezbollahha rivendicato un attacco contro truppe israeliane pochi minuti prima della tregua, mentreIsraeleha proseguito i raid aerei fino a ridosso dell’entrata in vigore dell’accordo.

La tregua, richiesta con forza dall’Iran, potrebbe aprire la strada anegoziati più ampi. Il presidente degli Stati UnitiDonald Trumpsi è detto ottimista su un possibile accordo con Teheran, affermando: “Siamo molto vicini,la guerra potrebbe finire presto”. Poco fa annunciata la riapertura dello stretto di Hormuz.

Una tregua fragile

Nonostante l’annuncio, la situazione sul terreno non è ancora stabile. L’esercito libanese ha denunciatoviolazioni israelianeper bombardamenti su diversi villaggi del sud del Paese; questo, poche ore dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco. Washington, attraverso il Dipartimento di Stato, ha precisato che l’accordo consentirebbe a Israele di colpire Hezbollah in determinate circostanze, un’interpretazione però respinta da Beirut.

Lo stesso Trump, tramite social, ha invitato Hezbollah a rispettare la tregua: “Non più uccisioni. Deve esserci finalmente la pace”. Anche dallaFranciasono arrivate parole caute: fonti dell’Eliseo hanno definito il cessate il fuoco “un’eccellente notizia” che dovrà però essere verificata nei fatti. Il presidenteEmmanuel Macronha chiesto ilrispetto della tregua e la tutela dei civili, ribadendo la necessità del disarmo di Hezbollah e del rispetto della sovranità libanese da parte di Israele.

Iran e dossier nucleare

Parallelamente, si muove la diplomazia sul fronte iraniano. Secondo indiscrezioni,Teheran starebbe valutando un compromesso sul programma nucleare, inclusa la possibilità di trasferire all’estero parte del propriouranio arricchito. Durante i colloqui mediati anche dal Pakistan, sarebbero emersi segnali di apertura dopo mesi di tensioni.

Trump ha parlato di unpossibile impegno iraniano a non sviluppare armi nucleariper oltre vent’anni, sottolineando i benefici globali di un’intesa, dal calo dei prezzi dell’energia alla riduzione dei rischi di conflitto nucleare.

Un equilibrio ancora precario

Resta però alta la tensione nella regione perché Teheran avrebbe posto condizioni rigide, tra cuiun cessate il fuoco permanente e garanzie internazionali per riaprire lo Stretto di Hormuz. Allo stesso tempo, il Pentagono ha fatto sapere che le forze americane restano pronte a intervenire in caso di fallimento dei negoziati.

Trump ha annunciato colloqui alla Casa Bianca con il premier israelianoNetanyahue il presidente libaneseAounnelle prossime settimane, e ha lasciato aperta la possibilità di recarsi personalmente aIslamabadin caso di firma di un accordo con l’Iran.

Sul campo, la realtà racconta una tregua ancora incerta con segnalazioni di nuovi attacchi, movimenti militari e popolazioni civili in attesa di capire se potranno tornare alle proprie case. Dopo settimane di violenze e migliaia di vittime,il cessate il fuoco rappresenta senza dubbio un primo passo.Ma senza un accordo politico più ampio, il rischio concreto è che si tratti solo di una pausa temporanea di un conflitto destinato a riaccendersi.

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