La prima fase dei colloqui indiretti tra Iran e Stati Uniti in Oman si è conclusa. La televisione di Stato iraniana ha riferito che i negoziati sono terminati per il momento, senza fornire ulteriori dettagli. Nel frattempo, il sito di notizie americano Axios, basandosi su una fonte informata, ha confermato la chiusura di questa sessione, anticipando però che un nuovo round di negoziati è previsto nei prossimi giorni.
Secondo quanto riportato dal sito iraniano Iran Nuances, le delegazioni dei due Paesi sono in procinto di rientrare nelle rispettive capitali per confrontarsi e discutere le prossime mosse. I negoziati con gli Stati Uniti, mediati dall’Oman, rappresentano un “buon punto di partenza“, ma il loro progresso richiede ulteriori consultazioni nelle rispettive capitali. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, parlando con la stampa al termine degli incontri indiretti svolti a Mascate.
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Secondo quanto riportato in Iran dall’agenzia di stampa ufficiale Irna, sembrano emergere segnali di un possibile accordo già durante la fase iniziale dei colloqui tra Iran e Stati Uniti. Il canale televisivo di Stato iraniano ha comunicato che le negoziazioni in corso a Mascate, capitale dell’Oman, potrebbero riprendere presto. In una nota ufficiale, il Ministero degli Esteri della Repubblica Islamica dell’Iran ha dichiarato che, per ora, i colloqui a Mascate si sono conclusi.
Queste dichiarazioni seguono la prima giornata di negoziati indiretti tra le due nazioni, mediati dall’Oman, in un clima di forte attenzione regionale e internazionale verso sviluppi che potrebbero favorire la de-escalation delle tensioni nel Golfo e influenzare la questione relativa al nucleare iraniano. Teheran potrebbe essere pronta a considerare una sospensione a lungo termine del proprio programma nucleare, a patto che Washington revochi le sanzioni imposte. La notizia è stata riportata da tre funzionari iraniani al New York Times.
Inoltre, secondo il quotidiano americano, alcuni Paesi vicini all’Iran avrebbero proposto di limitare l’arricchimento dell’uranio a livelli bassi, indicativamente intorno al 3%. Questa percentuale consentirebbe all’Iran di mantenere una posizione dignitosa evitando di accettare la richiesta di arricchimento zero posta dall’Amministrazione Trump, ma resterebbe ben distante dal 90%, livello necessario per la produzione di armi nucleari. Non resta dunque che attendere il nuovo ciclo di colloqui tra Stati Uniti e Iran, successivo a quello svolto in Oman, e previsto nei prossimi giorni.
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