L’agognatatregua traStati Uniti ed Iran, tanto faticosamente raggiunta neanche un mese fa, è giàterminata. Gli scontri tra i due Paesi sono infatti ripresi martedì scorso e sono stati i più significativi dalla firma, il 17 giugno, di un accordo volto a trovare una soluzione definitiva alla guerra iniziata il28 febbraiocon l’attacco israelo-americano alla Repubblica Islamica. Le forze armate a stelle e strisce hanno colpito il regime degli ayatollah per due notti consecutive dopo aver accusato Teheran di attacchi atre navi mercantili nello Stretto di Hormuz. Per rappresaglia, l’Iran ha fatto lanciato pesanti raid contro lebasi statunitensi in Kuwait Bahrein e Qatar.
Tuttavia, secondo quanto dichiarato da alcuni funzionari americani allaCbs News, la Repubblica Islamica avrebbe ammesso che è stato“un gruppo di estremisti fuori controllo”a tentare di minare i negoziati di pace e la tregua colpendo le imbarcazioni nel passaggio marittimo e provocando la dura reazione del Pentagono: “Gli iraniani sono tornati al tavolo delle trattative e hanno detto: ‘Abbiamo sbagliato. Abbiamo commesso un errore.Continuiamo a parlare‘”. Anche il presidente degli Stati UnitiDonald Trumpha affermato che Teheran ha chiesto di continuare le discussioni, pur precisando, come fatto durante ilvertice Nato di Ankaradi qualche giorno fa, che Washington considera il cessate il fuoco ormaifinito.
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La risposta dell’Iran non si è fatta attendere, con il ministro degli EsteriAbbas Araghchiche si è affrettato a precisare che il Paese “non ha avanzato alcuna richiesta di questo tipo“e che Teheran ha“mantenuto la parola data” sul cessate il fuoco. Nelle sue parole, infatti, sono gli Stati Uniti ad aver violato il paragrafo 9 del Memorandum d’Intesa (quello secondo cui Washington si impegna anon dispiegare ulteriori forze nella regionendr).
Allo stesso tempo, il diplomatico ha annunciato che si recherà inOmanper discutere con gli americani dello Stretto di Hormuz. Riguardo quest’ultimo, al momento la Repubblica Islamica consenteun solo corridoio di navigazione, lungo la sua costa, ed esclude qualsiasi ritorno alla situazione prebellica, quando il passaggio nel braccio di mare, attraverso il quale transitava un quinto del petrolio commercializzato a livello globale, era totalmentelibero.
Iran, gli Usa vogliono che Teheran riconosca le proprie responsabilità ed apra lo Stretto di Hormuz
Nonostante l’ammissione degli iraniani ai funzionari americani, l’amministrazione Trump sostiene che le navi siano state
prese di mira per un altro motivo: in base al Memorandum, la rotta meridionale dello Stretto di Hormuz,quella lungo la
costa dell’Oman, doveva restare aperta, ma l’Iran sarebbe stato colto di sorpresa dalla rapidità con cui si muoveva il traffico e dalla quantità di petrolio e gas che transitava, ed è per questo che avrebbe deciso difare marcia indietro.
In ogni caso, la Casa Bianca considera gli attacchi unaviolazione del cessate il fuocoe chiede che il regime degli ayatollahriconosca pubblicamente le proprie responsabilità, dichiari che lo Stretto è aperto e si impegni a cessare di sparare contro le navi mercantili. Se questo non avverrà,“per loro non sarà una bella giornata“ha dichiarato un funzionario a stelle e strisce.
Trump ha comunque dato mandato alla squadra negoziale, guidata dal vicepresidenteJD Vance, dal generoJared Kushner, dall’inviato specialeSteve Witkoffe dal segretario di StatoMarco Rubio, di proseguire i colloqui, con un nuovo incontro previsto domani in Oman. Il presidente è pronto a rispondere construmenti militari ed economicise Teheran dovesse tornare ad assumere comportamenti ostili ed è disposto a concedere tempo ai colloqui affinché si trovi un’intesa,“ma non molto”.
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