“Noinon siamo coinvolti in operazioni militariper forzare la situazione delloStretto di Hormuz“. Con queste parole, il ministro degli EsteriAntonio Tajanirisponde al presidente degli Stati UnitiDonald Trump, che ieri aveva esortato i partner diWashingtonadinviare navi di guerranel passaggio marittimo al fine di costringere l’Iranariaprirloal passaggio delle petroliere.
“Non abbiamo dato ladisponibilitàe non lo ha fatto nemmeno la Francia“, spiega il titolare della Farnesina parlando alTg4 Diario della Domenica, ribadendo che, al momento, non c’è alcuna trattativa in corso con Teheran e che l’obiettivo dell’Italia è quello di lavorare per unde-escalation del conflitto in Medio Oriente.
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Parlando poi dell’attacco condrone iranianoalla base diAli Al Salem in Kuwait, dove sono di stanza anche militari italiani, il vicepremier si mostradeciso e risoluto, affermando che il nostro Paesenon si fa intimidiree che le missioni all’esterocontinueranno. “Stiamoriducendo il personalenelle basi italiane nella regione– spiega Tajani –dobbiamomettere al sicuroil maggior numero di uomini ma continuando atenere fede agli impegni internazionali“.
Iran, Tajani: “Ogni sforzo per fermare la crisi mediorientale va fatto in sintonia con l’Europa”
In vista della riunione delConsiglio degli Affari Estericon focus sulla guerra nelGolfoe sulle tensioni intorno allo Stretto di Hormuz a cui parteciperà domani aBruxelles, il titolare dellaFarnesinaprecisa che ogni sforzo per porre fine alla crisi mediorientale deve essere fattoin totale sintonia con l’Unione Europea. “Domani a Bruxelles ribadirò la necessità di unaposizione comune“, aggiunge Tajani, annunciando che incontrerà anche il segretario generale dellaNato Mark Rutteper coordinare con lui le prossime mosse.
Rispetto invece all’utilizzo statunitense dellebasi italiane, il ministro degli Esteri precisa che l’Italiarispetta gli accordiche autorizzano l’utilizzo delle basi permotivi logisticie “qualora ci fosse un’altra richiestadaparte diWashington, il governo andrà inParlamentoper valutare insieme cosa fare. A tal proposito, Tajanitende una mano all’opposizione, chiarendo che anch’essa collabori “sulle grandi questioni dipolitica estera“, giacché l’esecutivo desidera coinvolgere il più possibiletutte le forze politiche in campo.
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