“Siamo già arrivati a oltre20 mila personeche sono staterimpatriatedall’inizio dellacrisi in Irane continuiamo a procedere con il maggior numero possibile di voli che si riescono a organizzare laddove vengono riaperti aeroporti“. Così il ministro degli EsteriAntonio Tajani, in un punto stampa allaFarnesina,rassicurasulla sorte degliitaliani rimasti bloccati nei Paesi del Golfo Persicodopo gliattacchi di rappresaglia della Repubblica Islamicanell’area, lanciati a seguito deiraid di Israele e Usa su Teheran.
Il vicepremier ha parlato al termine di unavideoconferenza con gli ambasciatori della regione, delineando una situazionemigliorerispetto a quella dell’ultima settimana e segnalando anche uncalo delle richieste di assistenza da parte dei connazionali. “La situazione dei nostri connazionali che vogliono rientrare sta lentamente migliorando“, ha aggiunto, pur ribadendo la necessità dimantenere alta l’attenzione sul quadro regionale.
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Tajani: “Le tensioni nello Stretto di Hormuz possono provocare danni all’economia mondiale”
Tajani ha inoltre avvertito che l‘escalation militare e le tensioni nello Stretto di Hormuzrischiano di provocare“danni seri all’economia mondiale“, con pesantiripercussioni sui flussi energetici e sulle catene di approvvigionamento. Il vicepremier ha poi precisato che, benché formalmenteancora aperto, il braccio di acqua registra il passaggio dipochissime navi.
Lo strettodivide la penisola arabica dalle coste dell’Iran, mettendo in comunicazione il Golfo di Oman con il Golfo Persico. Attraverso di esso passa circaun quinto del petrolio consumato a livello globale, con una media di 20 milioni di barili al giorno, oltre a quasiun quinto del commercio mondiale di gas naturale liquido. Ogni mese vi passano circa3.000 navi, tra petroliere, gasiere e grandi cargo.
A seguito dell’attacco all’Iran da parte di Israele e Stati Uniti,il 28 febbraio 2026, Teheran haassunto il controllodello Stretto di Hormuz, sostenendo che non lo avrebbe chiuso al traffico marittimo, ma precisando di non poter fornire alcuna garanzia sulla sicurezza delle navi che lo avessero attraversato.
Tajani: “Europa svolga ruolo comune per la pace”
Sul fronte diplomatico, il ministro degli Esteri ha sollecitato unarisposta compatta dell’Unione Europea, affinché possa “svolgere un ruolo comune per lapace” efavorire la de-escalation. Rispondendo poi alle minacce di Teheran dipossibili ritorsioni contro attacchi da parte dei Paesi europei, Tajani ha dichiarato: “Finoraè stato l’Iran che ha attaccato un Paese europeo. Noi non abbiamo affatto attaccato l’Iran e abbiamo sempre ripetuto chel’Italia non è in guerra con nessuno,ma abbiamo deciso dicoordinare la nostra azione di difesa, qualora ci fosse un attacco, insieme agli alleati europei“.
Il riferimento è aCipro, Paese membro dell’Unione Europea. Qualche giorno fa, infatti, era stata colpita unabase britannica della Raf ad Akrotiri, con il presidenteNikos Christodoulidesche aveva prontamente affermato: “Voglio essere chiaro: il nostro Paese non partecipa in alcun modo enon intende far parte di alcuna operazione militare“.
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