La tensione nelloStretto di Hormuzsi è ulteriormente intensificata dopo che laRepubblica Islamica dell’Iranha dichiarato di aver respinto una nave da guerra degliStati Uniti.Secondo l’agenzia iranianaFars News Agency, due missili avrebbero colpito l’imbarcazione nei pressi dell’isola di Jask, costringendola a ritirarsi dopo aver ignorato gli avvertimenti.
La versione è stata però smentita da fonti statunitensi: un alto funzionario americano, citato dal giornalistaBarak Ravid,ha negato che qualsiasi nave sia stata colpita, ridimensionando l’accaduto e parlando implicitamente di disinformazione.
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Escalation militare e segnali di forza
Nel frattempo, la televisione di Stato iraniana ha riferito di un “colpo di avvertimento” lanciato dalla marina controcacciatorpediniere americani, con l’impiego dimissili da crociera, razzi e droni.Un’azione che Teheran presenta come difensiva, ma che contribuisce ad alzare ulteriormente il livello dello scontro.
Dal lato opposto, gli Stati Uniti hanno confermato lapresenza di proprie unità navali nell’areae l’ingresso didue cacciatorpediniere nel Golfo,segnale di una postura militare sempre più assertiva.
Iran o Usa: chi ha il controllo del passaggio strategico?
Sul piano politico, il segretario al TesoroScott Bessentha dichiarato che gli Stati Uniti avrebbero il “pieno controllo” dello Strettoe starebbero lavorando per mantenerlo aperto, descrivendo al contempo l’economia iraniana come in forte difficoltà.
Una posizione che si scontra frontalmente con lanarrativa iraniana,secondo cui la sicurezza dello Stretto resta sotto il controllo di Teheran.
Navigazione commerciale e nuove regole d’ingaggio
Nonostante il clima di tensione, loUnited States Central Command(Centcom) ha annunciato chedue navi mercantili statunitensi hanno attraversato con successo lo Stretto, segnando un primo passo verso la normalizzazione del traffico commerciale.
Parallelamente, secondo fonti americane, sarebbero state modificate le regole d’ingaggio: le forze USA avrebbero oral’autorizzazionea colpire minacce immediate, incluse imbarcazioni veloci delle Guardie Rivoluzionarie o postazioni missilistiche.
Ne deriva l’immagine di una crisi gestita su più livelli:militare, mediatico e politico. Le versioni contrastanti sugli stessi eventi mostrano quanto la narrazione sia diventata parte integrante del confronto, mentre sul campo ogni movimento rischia di trasformarsi in un’escalation.
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