“Siamo in massima allerta e abbiamo la mano sul grilletto”. Il comandante dell’esercito iraniano Amir Hatami è perentorio:“Qualsiasi aggressione incontrerà una dura risposta e gravi danni da parte dell’Iran”. Parole che non danno adito a dubbio e innalzano la tensione nella regione, dopo la sanguinosa repressione delle proteste nazionali del regime di Teheran e il dislocamento di navi da guerra americane al largo delle coste del paese. L’Iran “monitora attentamente i movimenti del nemico” e minaccia attacchi anche ad Israele, storico alleato statunitense in Medio Oriente.
Gli fa eco, rincarando la dose, il rappresentante del leader Ali Khamenei presso il Consiglio Supremo di Difesa dell’Iran, Ali Shamkhani, che minaccia: “Il nostromessaggio è chiaro: qualsiasi movimento che indichi intenzioni ostili da parte del nemico incontrerà una risposta proporzionata, efficace e deterrente.”
Leggi Anche
Teheran recupera materiale nucleare
A gettare benzina sul fuoco il Times of Israel, che riporta come Teheran stia recuperando materiali in due siti nucleari bombardati lo scorso anno da Idf ed aviazione americana nel corso della Guerra dei 12 giorni. A Natanz, circa 220 chilometri a sud della capitale, si ritiene fossero presenti laboratori sopra e sottoterra in cui avveniva l’arricchimento dell’uranio iraniano.
Si pensa che parte del materiale fosse ancora lì stoccato quando l’intero complesso è stato attaccato il 13 giugno 2025 da Israele, che aveva riferito di aver “funzionalmente distrutto” le sale sotterranee con le cascate di centrifughe, prima che anche gli Usa sferrassero il loro attacco, demolendo i bunker. L’impianto fuori dalla città di Isfahan, invece, era principalmente noto per la presunta produzione di uranio gassoso.
Le immagini satellitari di Planet Labs Pbc analizzate dal quotidiano israeliano mostrano che, presso i due impianti, sono stati costruiti dei tetti su due edifici danneggiati. Tali coperture impediscono ai satelliti di vedere cosa succeda a terra, e questo è l’unico modo in cui gli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica possono monitorare i siti in questo momento, poiché l’Iran ne ha impedito l’accesso.
Le coperture non sembrano però essere un segno di ricostruzione di strutture danneggiate e, secondo gli esperti che hanno esaminato le immagini, Teheran sta cercando di nascondere gli sforzi per recuperare i materiali rimasti lì. Nelle parole di Andrea Stricker, che studia il Paese per la Fondazione per la difesa delle democrazie, con sede a Washington, “l’Iran sta cercando di ‘valutare se le risorse chiave, come le scorte limitate di uranio altamente arricchito, sono sopravvissute agli attacchi’”.
Il ministro degli esteri iraniano rassicura
Nonostante le illazioni e i sospetti scatenati dalle immagini diffuse dal quotidiano israeliano, il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi rassicura su X che “l’Iran non ha mai cercato di dotarsi di armi nucleari ed è pronto ad abbracciare un accordo nucleare giusto ed equo che soddisfi i legittimi interessi del nostro popolo”. La dichiarazione arriva a seguito di un incontro avuto ad Istanbul con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, che, nel tentativo di scongiurare l’escalation con gli Usa, si sono offerti di mediare per “ridurre le tensioni”, arrivando a proporre un incontro trilaterale “al massimo livello”.
Tensioni anche con l’Europa
Ma le tensioni con gli Stati Uniti non sono le uniche che interessano l’Iran. Il quotidiano Kayhan, diretto dal rappresentante della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, ha invocato l’espulsione degli ambasciatori dell’Unione Europea dal Paese in risposta alla decisione dell’Ue di inserire il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica nella lista delle organizzazioni terroristiche, decisione bollata come “ostile e illegale”
L’Arabia saudita spinge per la guerra
Intanto, il ministro della Difesa saudita, il principe Khalid bin Salman, ha ammonito ieri in un briefing privato a Washington che se il presidente statunitense Trump non darà seguito alle sue minacce contro l’Iran, il regime finirà per rafforzarsi. Una vera e propria inversione di rotta rispetto ai discorsi pubblici sauditi che, non più tardi di tre settimane fa, mettevano in guardia contro un’escalation, con il principe ereditario Mohammed bin Salman che esprimeva al Tycoon profonda preoccupazione.
© Riproduzione riservata


