Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa di Stato Irna, l’Iran ha trasmesso oggi al Pakistan, che svolge un ruolo di mediazione, la propria risposta all’ultima proposta avanzata dagli Stati Uniti per porre fine alla guerra. La comunicazione sarebbe avvenuta attraverso i canali pakistani incaricati di facilitare il dialogo tra le parti, in una fase che appare ancora delicata e senza ancora dettagli precisi.
La nota diffusa da Irna non specifica i termini della controproposta iraniana né chiarisce quali siano i punti ancora oggetto di negoziato. Tuttavia, secondo quanto trapelato, il piano attualmente sul tavolo prevede che, in questa fase, i colloqui si concentrino prioritariamente su una possibile fine delle ostilità. Una linea che suggerisce l’intenzione di costruire un primo livello di de-escalation, rinviando a un secondo momento eventuali questioni politiche.
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Il ruolo del Pakistan nella mediazione tra Iran e Stati Uniti
Islamabad, grazie ai suoi rapporti diplomatici sia con l’Iransia con Washington, si sta ritagliando uno spazio come interlocutore per favorire uno scambio indiretto tra le parti. La scelta di utilizzare un canale terzo evidenzia la complessità del confronto e la necessità di evitare, per il momento, un contatto diretto che potrebbe irrigidire ulteriormente le posizioni.
Attualmente, l’assenza di dettagli ufficiali lascia spazio amolti dubbi, ma la trasmissione di una risposta rappresenta comunque un elemento rilevante nei negoziati.
L’allarme del Qatar sullo Stretto di Hormuz
Contemporaneamente, in una telefonata con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, il premier del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani ha lanciato un chiaro avvertimento affermando: “La chiusura dello Stretto di Hormuz o il suo utilizzo come carta di pressione aggraverebbero la crisi, mettendo a rischio interessi vitali per l’intera regione”.
Secondo quanto comunicato dal Ministero degli Esteri di Doha, Al Thani ha sottolineato le potenziali ripercussioni negative di un blocco dello Stretto sulle forniture energetiche e alimentari globali, nonché sulla stabilità dei mercati e delle catene di approvvigionamento. Il Qatar ha quindi invitato “tutte le parti” a contribuire agli sforzi di mediazione, creando le condizioni per un avanzamento dei negoziati e limitando il rischio di una nuova escalation militare.
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