Iran, sotto attacco basi e consolati Usa in Medio Oriente: Pasdaran annunciano controllo totale dello stretto di Hormuz

Nella notte, l'Iran ha lanciato più di 40 missili contro obiettivi statunitensi e israeliani diverse ore fa, secondo il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica. Di conseguenza, l'esercito israeliano ha annunciato di aver "colpito decine" di obiettivi in Iran,  inclusi centri di comando a Teheran

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In un momento storico in cui le informazioni corrono veloci e le guerre si sviluppano su più fronti contemporaneamente, comprendere con esattezza cosa accade a migliaia di chilometri di distanza dalla propria abitazione sembra piuttosto complesso. Oggi, inMedio Oriente, la situazione è caldissima. Dallo scorso 28 febbraio, quando le prime bombe lanciate daUsaeIsraelesul territorio iraniano hanno iniziato ad esplodere, il caos è scoppiato in tutta l’area mediorientale.

Nessuno degli Stati del Golfo è stato risparmiato dalle rappresaglie. Come promesso,l’Iran ha colpito le principali città in cui si trovano basi militari statunitensi, così come consolati e altri punti nevralgici appartenenti allo Stato di Donald Trump. Una situazione che, però, non sembra preoccupare particolarmente il presidente degli Stati Uniti. Nel corso della conferenza stampa che si è tenuta ieri, il Tycoon ha spiegato che le sue milizie sono pronte a proseguire il conflitto finché sarà necessario, nella consapevolezza che gli armamenti iraniani sono ben inferiori a quelli israeliani e americani.

La guerra, quindi, sembra già vinta in partenza. Macosa vuole esattamente Donald Trump?Come più volte ribadito in questi medi, il titolare della Casa Bianca vuole garantire al mondo che l’Iran non sia in possesso di armi nucleari. Già lo scorso giugno, nella cosiddetta guerra dei 12 giorni, il presidente aveva colpito i presunti siti di approvvigionamento di uranio impoverito. Una mossa che ha anticipato la richiesta di un dialogo diplomatico sulla questione, mai avallato però dallo Stato islamico.

Iran: cosa sappiamo della situazione in Medio Oriente

Lo scorso sabato mattina, quindi, ha avuto inizio l’operazione Epic Fury. Secondo fonti di Teheran,i morti civili sarebbero circa 800, tra cui anche alcuni minori. Tra le vittime si conta anche l’Ayatollah Ali Khamenei, la cui morte è stata confermata sia dall’Iran che da Israele. Proprio oggi avrà inizio in tutto il Paese islamico la cerimonia di commemorazione della defunta Guida  Suprema dell’Iran. Oggi, poi, dovrebbero giungere notizie sulla figura di Mojtaba Khamenei, figlio del precedente Ayatollah, che sarebbe stato scelto dall’Assemblea degli Esperti iraniana come nuova Guida Supresa, su indicazione delle guardie rivoluzionarie.

Intanto, proseguono le evoluzioni del conflitto. Dubai, Doha, Cipro e molte altre città sono finite sotto il fuoco iraniano, che ha cercato di vendicarsi per i danni e le perdite umane. In contemporanea,Israele ha riaperto il fronte con Hezbollah, in Libano, con l’obiettivo di annettere parti di territorio allo Stato ebraico. Una nuova strage che presagisce una primavera di scontri e tensioni.

Nella notte, l’Iran ha lanciato più di 40 missili contro obiettivi statunitensi e israeliani diverse ore fa, secondo il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica. Di conseguenza, l’esercito israeliano ha annunciato di aver “colpito decine” di obiettivi in Iran, inclusi centri di comando a Teheran. Per quanto riguarda la situazione sul campo,i Pasdaran hanno annunciato di avere ilcontrollo totaledello Stretto di Hormuz, punto chiave per il commercio mondiale di  petrolio all’ingresso del Golfo Persico. Una notizia che mette in allerta, soprattutto se si considera che il presidente Usa ha dichiarato che la Marina Usa potrebbe scortare le petroliere “se necessario” attraverso lo Stretto.

La situazione statunitense ed europea

Sempre per quanto riguarda gli Stati Uniti, nella notte un missile iraniano ha colpito la base militare Usa di Al Udeid, in Qatar. Il governo ha riferito che l’Iran ha lanciato due missili verso il suo territorio: “I sistemi di difesa aerea hanno intercettato con successo uno dei missili, mentre il secondo ha colpito la base qatariota di Al Udeid senza causare vittime“.

Quasi in contemporanea, sembra che un drone iraniano abbia colpito anche la stazione della Cia presso l’ambasciata  statunitense in Arabia Saudita.I governi degli Stati Uniti e dell’Arabia Saudita hanno confermato che due droni hanno colpito il complesso dell’ambasciata statunitense a Riad, ma non hanno rivelato che nell’attacco è stato colpito anche il centro di spionaggio americano.

In questo quadro così composito inizia a muoversi anche l’Europa. Per la la prima volta dall’inizio del conflitto, jet britannici sono intervenuti per abbattere droni nei cieli di Giordania e Iraq.Il Regno Unito hainoltre deciso di inviare a Cipro la nave militare Dragon ed elicotteri anti-drone a protezione della base della Raf di Akroriti, già finita nel mirino di due Shahed iraniani, così come la Francia che sta inviando rinforzi aerei e navali e la portaerei Charles de Gaulle.

Mosse che sono tenute sotto stretto controllo dall’Iran, che ha già annunicato tramite il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghei, chequalunqueazione difensivadai Paesi europei sarà considerataun atto di guerra“. La tensione resta altissima e in goni momento una piccola evoluzione potrebbe tramutarsi nella tanto temuta escalation.

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