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Iran, Rubio rilancia: ‘Oggi possibile accordo o risolveremo in altro modo’

E' ancora braccio di ferro tra Usa e Iran. Al centro, due dossier caldi difficili di risolvere: la riapertura dello Stretto di Hormuz e il programma nucleare iraniano. E così, mentre il presidente Donald Trump raffredda le tensioni diplomatiche affermando che "non c'è fretta" nel trovare l'intesa e soprattuto nel firmare il memorandum tra le parti, il segretario di Stato specifica che "qualsiasi intesa dovrà garantire a Israele il diritto alla difesa"

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O raggiungeremo un buon accordo, oppure dovremo trovare un’altra soluzione“. Il segretario di Stato americano,Marco Rubio, dopo 48 ore di intense accelerazioni diplomatiche tra Iran e Usa, per riuscire a trovare una quadra su quella che però, dopo mesi di tira e molla, sembra solo un’utopica intesa, torna a profetizzare sull’esito delle trattative. Dichiarazioni che arrivano dopo che il presidente a stelle e strisceDonald Trump ha ridimensionato le aspettative di un accordo, affermando ieri di aver detto ai suoi negoziatori di non “affrettarsi“.

Ebbene, il segretario di Stato, secondoIndian Express, ribadisce che l’inquilino della Casa Bianca “non ha fretta,non concluderà un accordo non buono, quindi vediamo cosa succede“. E in questo orizzonte, sempre più incerto dove si raffredda la speranza di una firma imminente di un memorandum d’intesa tra le parti, Rubio puntualizza che si darà comunque ogni possibilità di successo alla diplomazia prima di esplorare le alternative.

Come sulla scia dell’inquilino della Casa Bianca, non può comunque mancare l’ottimismo. Infatti, a detta del segretario di Stato, unaccordo per porre fine alla guerra con la Repubblica islamica potrebbe concretizzarsioggi stesso“. Parole però che alimentano ormai da giorni le speranze di mettere davvero fine al conflitto ma che si rivelano essere solo gonfie di incertezza.

Pensavamo di poter avere qualche notizia ieri sera– ha infatti spiegato a Nuova Delhi, riferendosi al potenziale accordo –forse oggi, non darei troppa importanza alla cosa“. Intanto, sul tavolo negoziale, ci sarebbe una proposta concreta e solida in termini di capacità “di aprire gli stretti, di farli aprire“, afferma Rubio specificando un grande sostegno nel Golfo, dove ogni Paese con cui gli Usa ne hanno parlato “capisce che è la cosa giusta da fare per il mondo“.

E se da un lato c’è lo Stretto di Hormuz, la cui chiusa piega il mondo intero, considerando che dal quelo strategico tratto di mare passava il20 per cento del petrolio mondiale, e gli effetti sull’economia e gli equilibri globali, sui rischi di una crisi alimentare in diverse aree del pianeta, sono notevoli. Dall’altro c’è lapressante incognita del nucleare. Questione sulla quale, secondo Rubio, l’Iran avvierà un negoziato molto reale, significativo e a tempo limitato.

Un dossier però ancora del tutto irrisolto. Dal canto suo,Teheran avverte che la discussione si ferma se non saranno rimosse le sanzioni sul petrolioe non ci sarà lo sblocco di 12 miliardi di dollari congelati in Qatar. Nel programma nucleare iraniano, in sostanza, l’Iran deve impegnarsi a non sviluppare armi atomiche e a iniziare i negoziati specifici per la sospensione dell’arricchimento dell’uranio. E soprattutto secondo Washington, deve trasferire fuori dal proprio territorio quei 408 chili che detiene.

In sostanza:Trump dice che l’accordo c’è, ma non c’è la firma. Di conseguenza, Hormuz resta chiuso fino a quando non ci sarà la firma. Il memorandum prevede una tregua iniziale di 60 giorni, con l’impegno dell’Iran a riaprire lo Stretto senza imporre pedaggi e bonificare dalle mine navali quella parte di mare, gliUsa accettano di revocare il blocco e la Repubblica degli ayatollah potrà tornare a vendere petrolio.

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