Laguerra in Iranpreoccupa per le sue molteplici implicazioni. Un conflitto geograficamente lontano può comunque avere conseguenze capillari, capaci di colpire nel suo centro anche il più lontano dei Paesi. Nel caso dell’Italia, oltre ad un aumento repentino dei prezzi del gas e della benzina, si alza anche il rischio di attentati terroristici.
A chiarirlo è larelazione annuale dell’intelligence italianapresentata oggi. Secondo l’analisi degli specialisti, la situazione in Iran alimenta tensioni internazionali e fa “temere una escalation che può avere un impatto anche sulla minaccia terroristica“. Un pericolo che, in ogni caso, si espande in tutta Europa.
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La Relazione ha infatti evidenziato come siano aumentati anche i pericoli legati alle attività di Hamas sul suolo europeo, in particolare a causa delcoinvolgimento nella circolazione di armi e in possibili progettualità ostilicontro obiettivi israeliani ed ebraici. Affinché questi fenomeni siano sempre sotto controllo, in Italia sono state appositamente condotte diverse operazioni antiterrorismo nei confronti di persone a vario titolo connesse con il conflitto mediorientale.
Iran, cosa aspettarsi dal futuro in Europa
Il pericolo, però, si nasconde anche nelle evoluzioni future. Secondo l’intelligence, è possibile che le principali sigle del terrorismo internazionale possano affinare sempre di più la lorocapacità di“capitalizzare”le crisi in atto, riuscendo quindi a sfruttarle. In questo modo, i loro messaggi verrebbero ampliati e al contempo l’interconnessione tra i diversi quadranti di crisi rischia di ampliare la proiezione esterna della minaccia, anche verso l’Europa e l’Italia.
Ciò che è necessario garantire è una massima attenzione sui possibili canali di finanziamento al terrorismo, sia sui network che Hamas potrebbe costituire all’estero. Il tutto per evitare che l’antisemitismo torni a dilagare nel nostro Paese a causa di questi conflitti che coinvolgono Israele. “In prospettiva, la propaganda jihadista potrebbe, in modo opportunistico,strumentalizzare un eventuale conflitto che coinvolga Teheran, invocando un jihad globale contro il comune nemico occidentale“, è l’inquietante messaggio finale della Relazione, che prospetta mesi complessi davanti all’Europa e in generale all’Occidente.
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