Ilconflitto tra Iran e Usa, dopo una fragile tregua, è ripreso piùsanguinosoche mai. Da ormai dieci giorni di fila, il Pentagono lancia continui raid contro la Repubblica Islamica, mentre Teheran risponde colpendo lebasi statunitensi nei Paesi del Golfo. Nelle ultime ore, i Pasdaran hanno rivendicato un attacco contro un centro di raduno delle forze di Washington nella zona diAl-Rukban, in Giordaniache, secondo quanto da loro dichiarato avrebbe causatola morte di un numero imprecisato di soldati americani.
Iran, i Pasdaran attaccano anche un centro Amazon in Bahrein
In un comunicato, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha espresso soddisfazione per l’esito del raid, specificando che “il numero di morti reso noto dal ministro della Difesa americano èdi gran lunga inferiore a quello reale“. Un attacco di proporzioni imponenti, insomma, visto che, secondo quanto riportato da Teheran i missili e i droni hanno anche distruttoun sistema radar di difesa aerea e un cacciabombardiere F-15.
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Ma i Pasdaran non si sono fermati qui e la loro potenza di fuoco si è abbattuta anche sulleinfrastrutture della società americana Amazon in Bahrein, colpite da diversi missili da crociere. Un’offensiva contro un importante obiettivo commerciale di Washington che arriva come ritorsione contro il presunto attacco israeliano-statunitense contro la struttura nucleare di Darakhoin, lanciato qualche giorno fa.
Da maggio, gli Usa hanno facilitato il transito di 450 milioni di barili di greggio nello Stretto di Hormuz
In risposa, il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha reso noto di aver intrapreso una serie diattacchi contro l’Iran, colpendo centri di comando militari, capacità marittime, siti di lancio di missili e droni e sistemi di difesa aerea. L’obiettivo del Pentagono è infatti quello di ridurre la capacità del regime degli ayatollah di attaccare le navi mercantili che transitano nelloStretto di Hormuz, che è tornato ad esserepesantemente sorvegliato dai Pasdaran, i quali hanno bloccato negli scorsi giorni diverse imbarcazioni.
Nonostante questo, il passaggio di petroliere nel braccio di mare prosegue e la situazione sembra essere diversa da quella presentatasi all’indomani dei primi attacchi del Pentagono contro la Repubblica Islamica a febbraio. Dall’inizio di maggio, infatti, le forze del CENTCOM hanno contribuito afacilitare il transito di circa 900 navi commerciali e 450 milioni di barili di petrolio greggio. “Le forze americane rimangono pronte e preparate a ritenere l’Iran responsabile di qualsiasiaggressione ingiustificatanei confronti dei marittimi civili che cercano di transitare liberamente e apertamente nello stretto“, ha scritto su X il comando unificato delle forze armate a stelle e strisce.
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