Il presidente americanoDonald Trumpcontinua a provocare l‘Iran. Il tycoon ha pubblicato sul socialTruthunacartina dello Stretto di Hormuzsulla quale compare la scritta“New US Territory“, cioè “Nuovo territorio statunitense“. Un messaggio che arriva mentre resta alta la tensione tra Washington e Teheran sulla gestione dello Stretto, uno dei principali snodi mondiali per il trasporto di petrolio.
La provocazione ha suscitato una dura reazione iraniana.Kazem Gharibabadi, viceministro degli Esteri di Teheran, ha scritto sui social che l'”illusione” di Trump sulla sovranità dello Stretto verrà presto corretta. Anche il principale negoziatore iraniano e presidente del Parlamento,Mohammad Bagher Ghalibaf, ha ribadito cheHormuz resterà chiusofinché gli Stati Uniti non rispetteranno i termini dell’accordo provvisorio.
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Teheran chiede larevoca del blocco marittimoe dellesanzioni sul petrolio, lo sblocco dei beni iraniani congelati e la fine delle minacce e delle operazioni militari contro l’Iran.
Colpita una nave: un ferito
Nel frattempo la situazione sullo Stretto si fa ancora più delicata. Secondo l’UKMTO, l’Agenzia britannica per le operazioni di commercio marittimo, una nave è stata colpita daun proiettile non identificatomentre transitava in uscita da Hormuz.
La bandiera dell’imbarcazione non è stata identificata. Un membro dell’equipaggio è rimasto ferito ed è stato soccorso dalla Guardia Costiera dell’Oman. L’UKMTOnon ha fornito ulteriori dettagli sulla posizione della nave.
L’Iran minaccia la risposta militare
SecondoReuters, un funzionario iraniano ha avvertito cheTeheran potrebbe ricorrere alla forza per rompere il blocco navale statunitensequalora fallissero i tentativi diplomatici. I negoziati tra Iran e Stati Uniti sarebbero infatti bloccati, mentre il cessate il fuoco temporaneo è scaduto lunedì. La fonte ha però precisato chei contatti diplomatici continuano attraverso canali informali.
I canali segreti tra Washington e Teheran
Tra i tentativi di mantenere aperto il dialogo ci sarebbe anche un contatto avviato dall’ex direttrice dell’intelligence nazionale americanaTulsi Gabbard, che avrebbe trasmesso attraverso un leader curdo iracheno un messaggio di Washington al comandante delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, il generaleAhmad Wahidi.
AncheJared Kushner, genero di Trump, ha confermato che i contatti tra Washington e diverse componenti del governo iraniano si sono intensificati, senza però fornire dettagli. Lo Stretto di Hormuz resta così al centro di una crisi in cuipressione militare, minacce e diplomazia parallela procedono contemporaneamente.
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