In Iran, dove il contesto di oppressione si amplifica e intensifica di giorno in giorno, il presidente Masoud Pezeshkian ha dichiarato che qualsiasi attacco contro la Guida Suprema del Paese, l’Ayatollah Ali Khamenei, sarebbe considerato un vero e proprio atto di guerra. Pezeshkian ha sottolineato che colpire il massimo leader dell’Iran significherebbe scatenare un conflitto su vasta scala con l’intera nazione iraniana.
Questa dichiarazione è stata condivisa tramite un post pubblicato su X, e sembra essere una risposta al presidente statunitense Donald Trump, che aveva suggerito fosse giunto il momento per l’Iran di scegliere un nuovo leader. Riguardo alle dichiarazioni ostili rivoltegli ieri dalla Guida Suprema, Trump ha evidenziato che il loro operato sarebbe responsabile della completa distruzione del Paese e di un ricorso alla violenza senza antecedenti.
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Trump: “È arrivato il momento per l’Iran di scegliere un nuovo leader”
“È tempo di cercare una nuova leadership in Iran“, ha affermato il Presidente Trump, in un’intervista a Politico. Rispondendo a una domanda su un’eventuale operazione militare americana in Iran, il Presidente ha ribadito che una delle decisioni migliori prese è stata quella di evitare l’esecuzione di oltre 800 persone appena due giorni prima. Commentando le recenti dichiarazioni ostili della Guida Suprema Ali Khamenei, Trump ha accusato quest’ultimo di essere responsabile della devastazione totale del paese e dell’impiego della violenza a livelli senza precedenti.
Il Presidente avrebbe rinunciato a un attacco militare a causa della mancanza di risorse adeguate nella regione e delle pressioni esercitate da Israele e dai Paesi arabi. Intanto, il procuratore di Teheran ha bollato come infondate e prive di senso le affermazioni di Trump sul presunto annullamento delle condanne a morte per centinaia di prigionieri in Iran. Il presidente iraniano Pezeshkian ha sottolineato di tutta risposta che qualunque azione contro la Guida Suprema del Paese, l’Ayatollah Ali Khamenei, rappresenterebbe una vera e propria dichiarazione di guerra.
Nel frattempo l’intero Paese, in lotta da settimane con la significativa manifestazione di dissenso popolare contro il governo, e con la violenta repressione che ne deriva, potrebbe non avere accesso a Internet almeno fino all’arrivo del Capodanno iraniano, il Nowruz, che si celebra il 20 marzo. Questa informazione proviene dalla portavoce del governo Fatemeh Mohajerani, come riportato da IranWire. L’interruzione della rete nel Paese è in atto dall’8 gennaio: le persone faticano a rimanere in contatto con il resto del mondo.
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