Latensione traStati Uniti e Irantorna a crescere. Nelle ultime 48 ore i due Paesi hanno dato vita a un nuovo e violento scambio di attacchi che riporta al centro del conflitto lo strategicoStretto di Hormuz, crocevia fondamentale per il traffico mondiale di petrolio.
Secondo il ministero della Salute iraniano, citato daAl Jazeera, i bombardamenti americani hanno provocato14 morti e 78 feritiin due giorni. Le autorità di Teheran riferiscono inoltre di esplosioni in diverse città affacciate sullo Stretto di Hormuz, tra cuiBushehr, Bandar Abbas, Chabahar e Sirik.
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I raid degli Stati Uniti
Gli Stati Uniti sostengono di aver colpito circa90 obiettivi militari, spiegando che l’operazione è stata condotta percontrastare le minacce iraniane alla libertà di navigazione nello Stretto, dopo i recenti attacchi contro navi mercantili. Tra gli obiettivi colpiti, secondo i media iraniani, figurano un ponte ferroviario nel nord-est del Paese e una base militare a Bushehr, città che ospita anche l’unica centrale nucleare civile iraniana.
La risposta dell’Iran
La risposta di Teheran non si è fatta attendere. Le Guardie Rivoluzionarie hanno annunciato di aver lanciato missili e droni contro diverse basi militari statunitensi inBahreineKuwait, colpendo, secondo la loro versione, infrastrutture considerate strategiche. Esplosioni sono state segnalate aManama, mentre il Kuwait ha dichiarato di aver intercettato missili e droni diretti verso il proprio territorio.
Le autorità iraniane hanno inoltre avvertito che gli attacchi potrebbero estendersi ad altreinstallazioni militari americane nella regionequalora Washington decidesse di proseguire con le operazioni.
Le dichiarazioni di Trump
Sul fronte politico, il presidente americanoDonald Trumpha ribadito che ilcessate il fuoco con l’Iran è ormai “finito”, pur lasciando aperta la possibilità di nuovi colloqui. Il presidente americano ha affermato che Teheran avrebbe contattato gli Stati Uniti per cercare un accordo, senza però fornire ulteriori dettagli.
“Se succederà di nuovo, sarà molto peggio“, ha scritto Trump su Truth Social, riferendosi agliattacchi iraniani contro le navi nel Golfo. Il presidente Usa ha inoltre definito gli iraniani “un po’ folli“, mettendo in dubbio l’effettiva volontà di arrivare a un’intesa.
Ghalibaf: “Se colpite sarete colpiti”
Dall’altra parte, il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore,Mohammad Bagher Ghalibaf, ha ribadito che il controllo delloStretto di Hormuzresta nelle mani di Teheran. “L’America non ha ancora imparato che l’arroganza e la mancanza di lealtà non sono più gratuite. Se colpite, sarete colpiti“, ha scritto su X, aggiungendo che il passaggio nello Stretto “si apre solo con gli accordi iraniani, non con le minacce americane“.
L’escalation arriva a pochi giorni dai funerali dell’ex Guida SupremaAli Khamenei, ucciso all’inizio del conflitto lo scorso 28 febbraio. Intanto cresce la preoccupazione della comunità internazionale: il segretario generale dell’OnuAntonio Guterres e il Pakistanhanno chiesto a entrambe le parti di esercitare lamassima moderazioneper evitare un ulteriore allargamento della guerra in Medio Oriente.
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