Ancorastallo nei negoziai traStati Uniti ed Iran. Mentre unaccordo di pacesembra ogni giorno più lontano, da Teheran la responsabilità della situazione viene addossata tutta su Washington. Mohsen Rezaei, consigliere militare della Guida Suprema, l’ayatollahMojtaba Khamenei, ha infatti puntualizzato che il raggiungimento di un’intesa dipenderà dalla volontà del presidenteDonald Trumpdi sbloccare24 miliardi di dollari di beni iraniani congelati. “È una prova di fiducia che vogliamo avere– ha affermato –quei soldisono nostri, non dell’America“.
Iran, Gharibabadi: “Almeno metà dei beni congelati devono essere sbloccati al momento della firma di un’intesa”
A fargli eco è stato il viceministro degli EsteriKazem Gharibabadi, secondo il quale la Repubblica Islamica desidera chealmeno la metà degli asset bloccativenga resa disponibile al momento della firma di un memorandum d’intesa con la Casa Bianca. L’Iran ha infattimiliardi di dollari in beni congelatiin conti in tutto il mondo a causa delle duresanzionidi cui è oggetto, alcune delle quali risalgono allaRivoluzione islamicae alla crisi degli ostaggi dell’ambasciata americana del 1979. Gharibabadi ha inoltre aggiunto che Teheran si aspetta che il denaro venga sbloccato “entroun periodo di tempo limitato, non superiore a uno o due mesi dalla firma dell’accordo“.
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Continuano gli attacchi con droni iraniani alle basi americane nel Golfo
Intanto, ilcessate il fuocoancora formalmente in vigore tra Usa e Iran viene messo sempre più a dura prova. Le forze militari a stelle e strisce hanno infatti reso noto di aver distrutto almenoquattro di una serie di droni lanciati dall’Iran verso lo Stretto di Hormuz, sottolineando che essi avessero come obiettivo navi commerciali in transito nelle acque della regione.
Da parte loro, le Guardie Rivoluzionarie hanno annunciato di aver attaccato“basi nemiche”nella regione mediorientale. A stretto giro, ilKuwaitha annunciato che le sue difese aeree hanno neutralizzatomissili iraniani, mentre il Bahrein hasospeso i volie chiesto ai residenti di recarsi nel luogo sicuro più vicino. Entrambi i Paesi ospitanoimportanti avamposti militari di Washington nel Golfo.
Trump: “L’Iran ha ancora il 21-22% dei suoi missili”
Nonostante la possibilità sempre più concreta di unaripresa delle operazioni militarisul campo, Trump ha mostrato la solita sicurezza e risolutezza, dichiarando in un’intervista aNbc newsche gli Stati Uniti hanno“distrutto completamente l’esercito“iraniano. “La maggior parte dellefabbriche di droni è stata neutralizzata, la maggior parte delle rampe di lancio è stata neutralizzata e la maggior parte delle aree di produzione di missili è stata neutralizzata“, ha riferito con orgoglio il tycoon, evidenziando che la Repubblica Islamica è ormai rimasta solo con il“21-22%”dei razzi che aveva all’inizio del conflitto.
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