Il conflitto inMedio Orientecontinua a svilupparsi su più fronti. Da una parteIsraeleintensifica le operazioni militari inLibano, dall’altral’Iranaccusa apertamente gliStati Unitidi violare “in modo diffuso” il cessate il fuoco nella regione. A dichiararlo è stato il ministro degli Esteri iranianoEsmail Baghaei, citato dall’agenziaIrna: “Non è solo il regime sionista a violare il cessate il fuoco; anche gli Stati Uniti lo stanno violando in modo diffuso nella nostra regione“, ha affermato il capo della diplomazia di Teheran.
Baghaei si è poi soffermato sulla situazione inLibano, sottolineando come il cessate il fuoco nel Paese sia “parte integrante di qualsiasiaccordofinale per porre fine alla guerra“. Le dichiarazioni arrivano mentre Israele continua ad ampliare la propria offensiva controHezbollahnel sud del Libano, aumentando ulteriormente la tensione lungo il confine settentrionale israeliano.
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Gli attacchi in Kuwait e la risposta dell’Iran
Nel frattempo, dopo che ilKuwaitha segnalato una serie di attacchi missilistici e con droni, l’Iran ha definito quelle operazioni una forma di “legittima autodifesa“. Secondo Baghaei, gli Stati della regione hanno “l’obbligo legaledi non permettere che il proprio territorio o le proprie infrastrutture vengano utilizzate per attaccare altri Paesi“.
Teheran sostiene quindi che lebasi regionaliimpiegate per condurre raid contro obiettivi iraniani rappresentino un elemento diretto del conflitto e, di conseguenza, possano essere considerate bersagli militari legittimi.
Le accuse all’Unione Europea
Il ministro iraniano ha poi criticato duramente anche l’Unione Europea, accusandola di avere una “indignazione morale selettiva“. Baghaei ha definito “ipocrita e sconsiderata” la posizione europea che, nei giorni scorsi, aveva condannato i presunti attacchi iraniani contro il Kuwait, sostenendo cheviolassero la sovranità del Paesee costituissero “una seria minaccia alla sicurezza e alla stabilità regionale“.
Pur senza citare direttamente il documento europeo, il riferimento appare chiaramente alla dichiarazione diffusa recentemente dal servizio diplomatico dell’UE. Le accuse reciproche, i raid nella regione e l’allargamento delle operazioni militari mostrano come il conflitto si stia allargando divenendo sempre più difficile da contenere.
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