Si fa sempre più intrigata, complessa e delicata, la fitta rete di interazioni, invettive e avvenimenti che avvolge il conflitto in Iran. Da un lato, Washington che attraverso i suoi funzionari sostiene che il divario fra Stati Uniti e il Paese degli ayatollah sia troppo ampio per essere colpato entro la scadenza fissata per oggi dell’ultimatum imposto dallo stesso presidente a stelle e strisce. Dall’altro, gli estenuanti sforzi diplomatici del Pakistan che tenta di pore fine alla guerra stilando un piano di pace in due fasi, ma che non sembra trovare appiglio tra le fazioni coinvolte.
Intanto, secondo un memorandum diplomatico basato su valutazioni dell’intelligence israeliana e statunitense, e pubblicayo dal quotidiano britannico Times, la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei sarebbe in stato di incoscienza e starebbe ricevendo cure mediche nella città di Qom. Il memorandum descriverebbe Khamenei privo di sensi e “in gravi condizioni che non gli consentono di partecipare ad alcun processo decisionale del regime“. Una situazione di cui, a detta dello stesso Times, le intelligence israeliane e statunitensi, erano a conoscenza da tempo.
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E sullo sfondo proseguono ininterrotti attacchi, bombardamenti e raid. Intanto, Israele ha approvato un elenco ampliato di potenziali obiettivi energetici e infrastrutturali in Iran, nel caso in cui i negoziati fallissero. Di fatto, un avvertimento a Teheran di proseguire per vie diplomatiche. Avvertimento che si estende anche ai cittadini i quali Tel Aviv ha invitato ad evitare di spostarsi per vie ferroviaria in quanto potrebbe “mettere in pericolo le vostre vite“.
Nelle scorse ore, invece, la sinagoga di Rafi-Nia, nella capitale iraniana, è stata “completamente distrutta” dai raid aerei israeliani, come riportato dall’agenzia di stampa Mehr. Ebbene, l’ebraismo è una delle religioni ufficiali in Iran, che ospita una piccola comunità ebraica, molti dei cui membri sono fuggiti dal Paese dopo la Rivoluzione islamica del 1979.
Quanto alla Repubblica islamica, molte le repliche alle minacce del presidente a stelle e strisce ritenuto un “semplicemente un arrogante“. Ma molti anche i tentativi di frenare su possibili pesanti manovre che potrebbero effettivamente recare danni. Un funzionario iraniano ha invitato i giovani a formare catene umane, oggi alle 14, intorno alle centrali elettriche in vista degli attacchi minacciati da Washington.
Le minacce rilanciate da Trump di devastare l’Iran si sono fatte sempre più dure al fine di pressare il Paese degli ayatollah a riaprire lo Stretto di Hormuz, pur lasciando aperta la possibilita’ che la diplomazia possa ancora
evitare misure che allungherebbero e renderebbero la guerra ancora più grave.
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