Sono passati solo quattro giorni dall’inizio dell’operazione israelo-americana contro l’Iran e il Paese degli ayatollah non ha più nulla nelle proprie mani:né una leadership, né l’aeronautica, né la marina. E all’orizzonte sembra esserci solo la possibilità che entro la settimana Washington e Tel Aviv avranno il pieno controllo sui cieli iraniani.
E’ questo di fatto il quadro dipinto dal segretario americano alla Guerra,Pete Hegseth, in una conferenza stampa al Pentagono, affiancato dal capo di Stato maggiore congiunto, Dan Caine, per fornire un aggiornamento sull’operazione Epic Fury.
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“L’America sta vincendo in modo decisivo, devastante e senza pietà“, ha puntualizzato Hegseth, sottolineando però come la campagna sia ancora all’inizio: “Siamo solo al quarto giorno, le metriche cambiano e altre forze stanno arrivando. E’ molto presto e, come ha detto il presidente Trump, ci prenderemo tutto il tempo necessario per assicurarci di avere successo“. Insomma, l’obiettivo, secondo il capo del Pentagono, è “cacciare, smantellare, demoralizzare, distruggere e sconfiggere le capacità militari iraniane“, mentre Teheran non sarebbe più in grado di sostenere a lungo il confronto: “L’Iran non può resistere più a lungo di noi, stabiliremo noi il ritmo e il tempo di questa guerra“.
Intanto, un sottomarino statunitense ha colpito e affondato una nave iraniana nell’Oceano Indiano, al largo dello Sri Lanka, con un siluro Mark-48, “il primo affondamento di una nave nemica da parte di un sottomarino
americano dalla Seconda guerra mondiale“. La nave era soprannominata Soleimani, come il generale dei Pasdaran ucciso nel 2020 a Baghdad in un raid ordinato da Trump.
Entrando nel dettaglio della campagna, sono tre gli obiettivi principali: eliminare i sistemi di missili balistici iraniani, distruggere la capacità navale della Repubblica islamica e impedire che Teheran possa ricostruire rapidamente la propria potenza militare. Mentre, il Pentagono indaga sul raid che ha distrutto la scuola femminile nel Sud del Paese. “Non prendiamo mai di mira obiettivi civili”, ha assicurato Hegseth cheesclude come l’intervento della Nato per intercettare un missile balistico iraniano in Turchia possa innescare l’Articolo 5. Le parole del capo del Pentagono rimbalzano sui media mondiali mentre l’Iraq resta in totale blackout le cui cause sono ancora in corso di accertamento.
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