“Epic Furyè stata l’operazione più letale, più complessa e più precisa della storia americana“. Così il Segretario della difesa degli Stati Uniti d’AmericaPete Hegsethha descritto, nel corso di una conferenza stampa al Pentagono, l’attacco lanciato a partire dasabato 28 febbraio contro l’Iran. “Non abbiamo iniziato questa guerra– ha aggiunto –ma sotto la presidenza Trumpla stiamo finendo“.
Iran, Hegseth: “Epic Fury operazione più letale degli Usa”
“L’operazione dello scorso giugno(la guerra dei 12 giorni ndr) – ha specificato Hegseth –ha eliminato le loro strutture nucleari mal’Iran ha ripreso il suo programma“. Secondo il Segretario della difesa, il precedente regime aveva la possibilità di raggiungere un accordo pacifico e sensato sull’arricchimento dell’uranio nel programma nucleare, ma “Teheran non stava negoziando, stava temporeggiando, prendendo tempo perrimpinguare i suoi arsenali missilistici“. Uno scenario che gli avrebbe permesso ditenere Washington in ostaggio, minacciando di colpire le forze armate statunitensi.
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Di certo, condizioni a cui l’inquilino della Casa Bianca non ha potuto accettare. “Il presidente Trump non sta a questi giochi“, ha infatti chiosato lo stesso Hegset, ricordando come il tyoon abbia sempre messo gli Stati Uniti al primo posto, riuscendo finalmente a “tracciare le linea dopo 47 anni di belligeranza iraniana” e ricordando che“essere americani significa qualcosa di indistruttibile“.
Hegseth: “L’Iran non è l’Iraq, non sarà una guerra infinita”
Nel corso della conferenza stampa non sono mancati i riferimenti al passato. Il Segretario della difesa ha così cercato diprendere la distanzadalle precedenti guerre ingaggiate dagli Stati Uniti inMedio Orientee di smorzare le critiche dei democratici che deplorano l’interventismo di Trump. “Questo non è l’Iraq. Non è un’operazione senza fine“, ha affermato, incoraggiando il popolo iraniano a “approfittare di questa incredibile opportunità“. Popolo che negli ultimi due mesi è rimasto stretto nella morsa della repressione del regime degli ayatollah, nonché vittima indifesa solo perché desideroso di libertà.
E quanto alla presenza di militari sul terreno, a domanda Hegseth ha risposto dichiarando che attualmentenon sono presenti truppe statunitensi sul terrenoin Iran, ma ha lasciato aperta l’opzione di inviarle, sottolineando che “non entrerò nel merito di ciò che faremo o non faremo, maandremo fin dove sarà necessario“.
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