Nell’ottavo giorno consecutivo diraid dopo laripresa del conflitto tra Stati Unit ed Iran, mentre Washington ha iniziato una nuova ondata di attacchi contro la Repubblica Islamica, Teheran ha annunciato di avergiustiziato questa mattina due personeper il ruolo avuto nelleproteste antigovernativedello scorso gennaio.
Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampaMizan, i due manifestanti, Erfan Esfandiari e Gol Mohammad Mohammadi, sono stati condannati in un caso legato allamorte di 4 membri delle forze di sicurezza, periti durante scontri con i dimostranti a Isfahan, nella parte centrale del Paese, l’8 gennaio. Sale dunque a 23 il numero totale di personeimpiccateper la loro partecipazione ai disordini dello scorso inverno, quando migliaia di persone erano scese in strada per chiedere la fine della Repubblica Islamica. Le repressioni erano state brutali e, secondo il bilancio ufficiale, avevano causato la morte di3.117 persone.
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Nel frattempo il presidente degli Stati UnitiDonald Trumpha scritto in un post sul social Truth che i repubblicani dovrebberoaggiungere l’Iran al pacchetto di sanzioni contro la Russia, il quale potrebbe essere approvato molto velocemente da un gruppo bipartisan al Congresso. Insomma, la conferma definitiva che la tregua è ormai esaurita e il tycoon non è assolutamente intenzionato a ricorre alla diplomazia nei suoi rapporti con il regime degli ayatollah.
Quasi a voler ribadire questa convinzione, le forze statunitensi hanno lanciatobombardamenti contro una centrale nuclearein costruzione a Darkhovin, ad Ovest della Repubblica Islamica. L’impianto è considerato uno dei simboli dell’orgoglio e dell’autosufficienza scientifica del Paese e il raid del Pentagono va nella direzione americana dinon permettere assolutamente all’Iran di dotarsi dell’arma atomica.
Iran, Teheran valuta incursione terreste in Kuwait
Da parte loro, iPasdaranhanno colpito per il secondo giorno consecutivo unimpianto di produzione di energia elettrica e desalinizzazione in Kuwait, Paese del Golfo Persico alleato di Washington che ospita basi statunitensi. Secondo quanto reso noto dalle autorità kuwaitiane, l’attacco ha provocato un vasto incendio le cui fiamme non sono ancora del tutto state domate. Ma la tensione nell’area è lungi dal diminuire ed anzi, secondo alcune fonti del Pentagono, l’Iran starebbe valutando seriamenteun’incursione terrestre in Kuwait per impadronirsi delle basi militari statunitensi di Camp Buehring e Camp Arifjan, oppure della base aerea Ali Al Salem, qualora Washington continuasse la propria campagna militare contro Teheran.
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