Una serie di esplosioni e di boati assordanti, e la proliferazione di interrogativi nella cornica di una già estrema tensione geopolitica. E’ quanto accaduto in diverse regioni dell’Iran, dove l’episodio più grave si è verificato nella zona di Moallem Boulevard della città di Bandar Abbas, sulla costa del Golfo di Hormuz. Qui, una potente deflagrazione avrebbe colpito un edificio residenziale di otto piani. Stando alle prime ricostruzioni, due piani del palazzo sarebbero stati completamente distrutti mentre veicoli e negozi nelle vicinanze sarebbero stati danneggiati.
Secondo quanto riportato da Iran International, il bilancio provvisorio ammonta a 14 feriti e una vittima. Le cause dell’esplosione restano al momento sconosciute sebbene, nelle ore successive all’incidente si siano rincorse voci su un possibile obiettivo mirato: l’ammiraglio Alireza Tangsiri, un alto comandante della Marina della Guardia rivoluzionaria iraniana. Secondo le stesse indiscrezioni l’ammiraglio sarebbe stato nel novero delle vittime. Tuttavia l’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim avrebbe smentito.
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Nel corso della giornata sono stati segnalati anche altri episodi simili nel sud-ovest del Paese, in particolare nelle città di Khorramshahr e di Abadan, a circa 50 chilometri dalle acque del Golfo Persico. L’Islamic Republic News Agency (Irna), l’agenzia di stampa ufficiale della Repubblica Islamica dell’Iran, riporta che entrambi gli incidenti sarebbero riconducibili a vecchi ordigni inesplosi risalenti alla guerra Iran-Iraq degli anni 80, vicino alla zona di confine con l’Iraq.
Un’ulteriore esplosione, dovuta ad un’apparente fuga di gas, si sarebbe verificata nella città provinciale di Ahvaz, nel Khuzestan e avrebbe portato alla morte di quattro persone. Negli ultimi giorni, inoltre, boati e rumori sospetti sarebbero stati avvertiti anche a Teheran. Secondo fonti locali, alcuni dipenderebbero dall’attivazione dei sistemi di difesa, altri invece proverrebbero dalla zona orientale della capitale, dove si trovano alcuni siti nucleari. Segnalazioni di esplosioni sono arrivate anche da Dezful e Isfahan ma su di esse non vi sono dichiarazioni del governo.
Israele nega il proprio coinvolgimento nelle esplosioni
In questo clima di incertezza Israele ha smentito ogni responsabilità. The Time of Israel, quotidiano online indipendente con sede a Gerusalemme, ha fatto sapere che Tel Aviv non è coinvolto negli eventi in Iran.
Anche i media iraniani, almeno ufficialmente, sembrano orientarsi verso la pista accidentale, escludendo al momento attacchi esterni. L’Irna ha inoltre precisato che che non risultano attacchi con droni nella provincia di Hormozgan, contro il quartier generale della Marina del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica.
Oltre allo Stato ebraico, gli occhi sono puntanti anche su una possibile matrice a stelle e strisce. Ma, a detta di un funzionario statunitense ripreso dalla Cnn, le esplosioni non sono collegate ad azioni militari di Washington.
Le crescenti tensioni tra Iran e Stati Uniti
La violenta vicenda si inserisce però in un contesto internazionale di altissima tensione, in particolare nei rapporti tra Teheran e Washington. Il sito Drop Site News ha rivelato che alti funzionari militari statunitensi avrebbero informato la leadership di un alleato chiave in Medio Oriente della possibilità che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, potrebbe autorizzare un’azione militare contro l’Iran già nei prossimi giorni, forse già nel fine settimana.
Secondo queste indiscrezioni, gli Stati Uniti starebbero pianificando di attaccare siti nucleari, balistici e altre istallazioni militari con l’obiettivo di colpire la leadership iraniana e il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica. Al momento non vi sono conferme ufficiali, ma la coincidenza temporale tra le esplosioni e l’intensificarsi delle tensioni contribuisce ad alimentare timori e speculazioni.
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