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Iran, il conflitto si allarga al Golfo: un drone su Bahrein ferisce 32 civili tra cui bambini

La guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti entra nel decimo giorno e si estende sempre di più alla regione del Golfo. Nella notte ci sono stati nuovi attacchi attribuiti a Teheran contro diversi Stati della regione. Un drone iraniano ha colpito all’alba la zona di Sintra, in Bahrein, ferendo 32 civili, il più piccolo dei feriti ha appena due mesi. Un secondo attacco inoltre ha colpito l’impianto petrolifero di Al Ma’ameer, provocando un incendio e danni materiali

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La guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti entra neldecimo giornoe si estende sempre di più alla regione del Golfo. Nonostante le scuse rivolte ai Paesi vicini dal presidente iraniano,Masoud Pezeshkian, nella notte si sono registrati nuovi attacchi attribuiti a Teheran contro diversi Stati della regione. Un’escalation che accende l’allarme per la sicurezza energetica globale e spinge verso l’alto i prezzi del petrolio, mentre cresce il timore di un conflitto mediorientale sempre più ampio e prolungato.

Un drone iraniano ha colpito all’alba la zona diSintra, in Bahrein, ferendo32 civili, quattro dei quali in gravi condizioni. Lo riferiscono il ministero della Salute e l’agenzia Bahrain News Agency. Tra i feriti anche diversi bambini: una ragazza di 17 anni ha riportato gravi ferite alla testa e agli occhi, mentre due bambini di 7 e 8 anni hanno subito lesioni agli arti inferiori. Il più piccolo dei feriti ha appena due mesi.

Un secondo attacco ha colpito l’impianto petrolifero diAl Ma’ameer, provocando un incendio e danni materiali. La compagnia energetica stataleBapcoha dichiarato lo stato di forza maggiore per le attività del gruppo a causa del conflitto regionale e dell’attacco alla raffineria.

Missili e droni su Emirati, Kuwait e Qatar

Forti esplosioni sono state avvertite anche adAbu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti. Il ministero della Difesa ha spiegato che i sistemi di difesa aerea sono entrati in azione per intercettare missili balistici e droni lanciati dall’Iran.

Attacchi sono stati segnalati anche inKuwait, dove la Guardia nazionale ha abbattuto un drone diretto verso un sito strategico sotto protezione militare. Nella notte le difese aeree kuwaitiane sono state nuovamente attivate contro missili e velivoli senza pilota.

Anche ilQatarha riferito di aver intercettato un missile diretto verso il Paese, mentre aDohasono state udite forti esplosioni. La capitale era già stata colpita sabato da un attacco con missili balistici e da crociera lanciati dall’Iran.

Solo due giorni prima il presidente iranianoPezeshkianaveva dichiarato che non ci sarebbero stati nuovi attacchi contro i Paesi vicini, a meno di aggressioni dirette contro l’Iran.

Mojtaba Khamenei nuova Guida Suprema

Le nuove tensioni arrivano poche ore dopo la nomina della nuova Guida Suprema della Repubblica islamica,Mojtaba Khamenei, figlio dell’ayatollahAli Khamenei, ucciso nei raid israelo-statunitensi su Teheran del 28 febbraio. Secondo i media statali iraniani, poco dopo la sua designazione Teheran ha lanciatola prima ondata di missili verso Israelesotto la sua leadership.

Il presidente Pezeshkian ha definito la scelta un passo che “rafforzerà la solidarietà nazionale contro i complotti del nemico”, mentre il capo della magistraturaGholamhossein Ejeiha parlato di una decisione “fonte di gioia e speranza”. Anche il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionaleAli Larijaniha sostenuto che la nomina è avvenuta attraverso “un processo trasparente e legale”.

Non sono mancati però segnali di dissenso rispetto a questa nomina. Nella notte, aTeheran, alcune voci femminili hanno scandito slogan contro il nuovo leader, gridando “Morte a Mojtaba”, secondo un video diffuso sui social media la cui autenticità non è stata verificata.

Al contrario, i ribelliHouthidello Yemen, sostenuti da Teheran, hanno accolto con favore la nomina definendola “una vittoria per la rivoluzione islamica e un duro colpo per i nemici della Repubblica islamica”.

Israele colpisce in Iran e Libano

Intanto l’esercito israeliano ha annunciato nuovi raid contro obiettivi in Iran. Secondo fonti militari citate dalTimes of Israel, l’aviazione ha colpito aIsfahancentri di comando delle Guardie della Rivoluzione e delle milizieBasij, oltre a un impianto di produzione di motori per razzi e siti di lancio missilistici. Raid sono stati segnalati anche nell’area diBeirut, contro obiettivi diHezbollah.

NelLibano orientalesono scoppiati violenti combattimenti vicino al villaggio diNabi Chit, dove truppe israeliane sono sbarcate con elicotteri. Secondo fonti di Hezbollah, uno dei velivoli sarebbe stato abbattuto durante gli scontri. Il ministero della Salute libanese ha riferito che gli attacchi israeliani della scorsa settimana hanno provocato394 morti, tra cui 83 bambini e 42 donne. L’ong Human Rights Watchaccusa inoltre Israele di aver utilizzato munizioni al fosforo nel sud del Libano.

Tensione regionale e mosse militari

LaTurchiaha annunciato il dispiegamento di sei caccia F-16 e sistemi di difesa aerea aCipro Nordper rafforzare la sicurezza della comunità turca sull’isola.

L’Arabia Sauditaha condannato duramente i raid iraniani contro i Paesi del Golfo e ha riferito di aver intercettato quattro droni diretti verso il giacimento petrolifero diShaybah, vicino al confine con gli Emirati.

Nel frattempo gliStati Unitihanno ordinato al personale non essenziale della loro ambasciata in Arabia Saudita e ai familiari dei diplomatici, dilasciare il Paese per motivi di sicurezza.

Trump: “La fine della guerra decisa con Netanyahu”

Il presidente americanoDonald Trumpha dichiarato che la decisione su quando porre fine alla guerra sarà presa insieme al premier israelianoBenjamin Netanyahue ha affermato: “L’Iran avrebbe distrutto Israele e tutto ciò che lo circonda se non fossimo intervenuti”.

Il capo del PentagonoPete Hegsethha definito l’operazione militare contro Teheran “solo l’inizio”, assicurando che Washington è pronta a continuare le azioni militari.

L’escalation militare e gli attacchi nel Golfo alimentano così i timori di un conflitto sempre più vasto, con possibili ripercussioni sull’intera regione e sul mercato energetico globale.

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