Iran,Stati Uniti,Israele, Bahrain, Giordania, Kuwait, Qatar, Arabia Saudita, Cipro ed Emirati Arabi Uniti. Sono questi i Paesi che ormai da tre giorni sono interessati da unconflittoche sembra destinato ad avere una durata superiore alle aspettative.Donald Trumpha colpito ancora, questa volta nella convinzione di poter aiutare il popolo iraniano a cambiare regime, allontanando gli Ayatollah e ponendo a guida della Nazione dei governanti che siano maggiormente vicini alle visioni occidentali, o meglio statunitense.
Le bombe hanno iniziato a cadere sabato mattina, dopo mesi in cui le tensioni continuavano a salire senza tregua. Prima laguerra dei 12 giornilo scorso giugno. Un primo conflitto, messo in atto da Usa e Israele per distruggere i presuntisiti di approvvigionamento di uranio impoveritoin tutto il Paese islamico. Poi, lerivolte della popolazioneche, tra dicembre e gennaio, hanno messo a ferro e fuoco Teheran al fine di manifestare il proprio malcontento nei confronti delregime degli Ayatollah. Infine, i continui appelli statunitensi affinchél’Iran si sedesse al tavolo dei negoziatiper firmare un accordo in cui Teheran avrebbe rinunciato alla possibilità di costruire armi nucleari.
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Dopo mesi di incertezze, ora non c’è più possibilità di tornare indietro.La Nato sta riorganizzando le sue difesein vista di un possibile attacco-rappresaglia da parte di Teheran e la Francia ha spostato la portaerei Charles De Gaulle dalla Svezia, dove stava eseguendo esercitazioni per la missione Baltic Sentry, verso il Mediterraneo. Il tutto pur di non farsi trovare impreparati. L’organizzazione è fondamentale in un momento storico in cui dal giorno alla notte le tensioni si trasformano in raid, guerre lampo, rappresaglie e attacchi terroristici.
Iran-Usa: il conflitto continua ad allargarsi
il conflitto, intanto continua ad allargarsi. Da stanotte, una colonna di fumo si leva dall’ambasciata statunitense aKuwaitCity. Ieri, è stata colpita una base britannica della Raf adAkrotiri, aCipro. “Voglio essere chiaro: il nostro Paese non partecipa in alcun modo e non intende far parte di alcuna operazione militare“, ha dichiarato il presidente Nikos Christodoulides in una nota, aggiungendo di essere in costante contatto con i leader europei e altri attori per informarsi sugli sviluppi.
Forti esplosioni sono state udite anche aDubai,DohaeManama, come riferito dai giornalisti di Afp. Un caccia F-35 americano sarebbe stato abbattuto sui cieli del Kuwait. Lo riportano diversi media, fra cui l’agenzia iraniana Tasnim. Secondo l’agenzia, e come testimonierebbero diversi filmati circolati in rete, i due piloti sono eiettati dal jet e sono in salvo. Dalla rappresaglia non è esente neanche lo Stato ebraico. L’esercito israeliano, secondo quanto riferisce Al Jazeera, afferma chel’Iran ha lanciato altri missili contro Israelee che le difese aeree stanno operando per intercettare i missili. L’Idf ha invitato i residenti che ricevono gli allarmi a rifugiarsi e a rimanere in spazi protetti fino a nuovo ordine.
Da ieri, inoltre, si è riaperto il fronte libanese. A riaccendere le ostilità sarebbe statoHezbollahche nella notte ha lanciatorazzi e droni sul vicinoper la prima volta dal novembre del 2024, quando fu firmato l’accordo di cessate il fuoco. Non ci sono stati danni, ma le forze israeliane sono subito entrate in azione. Dura la reazione delle istituzioni libanesi che avevano fatto di tutto per non essere trascinate ancora una volta nell’arena. Il lancio di missili “va contro tutti gli sforzi e le misure intraprese dallo Stato libanese per tenere il Libano lontano dai pericolosi scontri militari in corso nella regione”, ha dichiarato il presidente Joseph Aoun in un comunicato.
Iran-Usa: le dichiarazioni di Donald Trump non rincuorano
Mentre il conflitto si allarga, sembra non ci siano certezze sulla durata di queste tensioni.Il presidente Usa ha rivendicato il successo dell’operazioneiniziata sabato mattina, sostenendo che sarebbe stata così efficace da aver portato alla morte tutti i candidati individuati dagli Usa per la successione dell’Ayatollah Khameini. Fino a qualche giorno fa, infatti, Trump aveva spiegato di avere in mentre tre nomi da apporre alla guida dell’Iran, aggiungendo che li avrebbe resi pubblici solamente a conflitto finito. Ora, invece, la situazione sembra più complessa.
Il Tycoon ha anche spiegato di essere stato “contattato da qualcuno a Teheran” evidentemente disposto a trattare. Da quanto si è appreso, il diretto interessato sarebbeAlì Larijani, massimo responsabile ora della sicurezza e per molti in predicato di sostituire Khamenei. Il Wall Street Journal ha scritto che tramite l’Oman ha cercato un abboccamento con Washington per riprendere i negoziati sul nucleare. Ma lui ha smentito con sdegno. “Non negozieremo con gli Stati Uniti“, ha chiarito.
Di fronte a questa situazione e prendendo in considerazione le parole dello stesso titolare della Casa Bianca, sembra che il conflitto tra Usa, Israele e Iran non sia destinato ad avere una durata breve.Si stima che i raid, i bombardamenti e le rappresaglie possano avere una durata superiore alle quattro settimane. A crescere sono i timori per le popolazione civili di questi Paesi, che saranno costrette a vivere per settimane intere con la consapevolezza che la morte è più vicina che mai.
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