Nella notte sono state numerose leoffensiveportate avanti sia da Israele che dall’Iran. Bombe e missili hanno scatenato il caso aTeherane nelle principali città dello Stato ebraico.
- Netanyahu annuncia la morte di due leader delle Guardie rivoluzionarie
- Netanyahu: “Iran pagherà prezzo altissimo”
- Idf: “Il regime terroristico italiano sta prendendo di mira i civili”
- Katz: “Iran vuole trasformare Teheran in Beirut per mantenere vivo il regime”
- Il bilancio degli attacchi in Iran e Israele di questi giorni
- Israele: “Non escludiamo possibilità della morte di Khamenei”
- L’appello dell’Iran agli altri Stati islamici contro Israele
Cresce tragicamente il bilancio dei morti, con Tel Avivche denuncia altre4 vittimee il ferimento di un bambino. Intanto, lo Stato islamico ha dichiarato con soddisfazione di aver portato a termine un attacco in grado di superare Iron Dome e provocaregravi danni alle infrastrutture israeliane.
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Intorno alle 20 unnuovo attacco iraniano è stato intercettato da Israele. Oltre a Tel Aviv, forti esplosioni sono state avvertite anche nel nord di Israele, adHaifa, dove è stata danneggiata una struttura, ma non è chiaro se si tratti di danni causati da un’offensiva precedente. Inoltre, il direttore generale del servizio medico d’emergenza israeliano, Eli Bin, ha riferito che4 persone sono rimaste leggermente feritedopo l’ultimo attacco iraniano nel sud del Paese. In Israele diverse zone sarebbero rimaste colpite dall’attacco. I vigili del fuoco israeliano hanno segnalato un “colpo diretto su un edificio residenziale“, situato sulla costa del Mediterraneo.
In contemporanea lesirene antiaereo sono tornate a suonare anche a Teheran, in Iran, in seguito a diversi attacchi israeliani che hanno colpito un edificio residenziale nel centro della capitale, uccidendo cinque persone. In entrambi i casi, i civili sono stati invitati a cercare rifugio nei bunker e a non abbandonarli prima di nuovi ordini. L’Iran ha accusatoIsraeledi averpreso di mira“deliberatamente”un edificio del ministero degli Esteri a Teheran. Il vice ministro ha poi confermato che diversi lavoratori e civili sono rimasti feriti nell’attacco.
Nel tardo pomeriggio di oggi si sarebbe svolto un colloquio telefonico tra la presidente della Commissione Ue,Ursula Von der Leyen, e il primo ministro israeliano,Benjamin Netanyahu. Lo ha annunciato sui suoi canali social la stessa leader europea, sostenendo di aver ribadito nel corso della telefonata l’impegno della comunità europea per la pace in Medio Oriente, affinché sia garantita la stabilità e una de-escalatione del conflitto.
Von der Leyen ha poi riconosciuto il diritto di Israele di difendersi, in quanto “l’Iran è la principale fonte di instabilità regionale” e, secondo quanto ritenuto corretto dall’Ue,non deve avere la possibilità di dotarsi di armi nucleari. “È urgente trovare una soluzione negoziata“, ha poi aggiunto, prima di sottolineare di aver sottoposto a Netanyahu la necessità di un cessate il fuoco aGazaper porre fine ad unasituazione umanitariache ha definito “inaccettabile“.
Netanyahu annuncia la morte di due leader delle Guardie rivoluzionarie
Intanto, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha annunciato che l’impianto principale del sito nucleare iraniano di Natanz è stato distrutto. Un passo in avanti dell’offensiva dello Stato ebraico, che però non sembra essere prossima ad una conclusione. Dopo la diffusione di una notizia secondo cui il presidente Usa, DonaldTrump, avrebbe posto ilveto alpiano israeliano che prevedrebbel’uccisione della guida suprema dell’Iran Khamenei, il premier ha chiarito che si tratterebbe di unfalsoe non vi sarebbero limiti all’azione del suo esercito.
Netanyahu ha inoltre confermato in un’intervista aFox Newsl’uccisionedel capo dell’intelligence dei Guardiani della rivoluzione iraniana e quella del suo vice. Si trattadi Mohammad Kazemi e di Hassan Mohaghegh, rimasti intrappolati sotto le macerie dopo l’attacco israeliano alla sede dell’organizzazione a Teheran.
In più, il capo del governo israeliano ha sostenuto che l’Idfè “determinata aportare a termine la missione di eliminare la doppia minaccia dalla Repubblica islamica“. Il riferimento è sia al pericolo legato all’esistenza del regime iraniano sia a quello della costruzione di nuovi siti per la fabbricazione di armi atomiche nel Paese.
Netanyahu: “Iran pagherà prezzo altissimo”
Le sirene di allarme sono tornate a suonare in Israele intorno alle 15:30 di oggi 15 giugno.Un nuovo attacco dall’Iranpromette devastazione sul territorio, come dimostrano i boati delle esplosioni che sono udibili aGerusalemme. Decine di missili sono stati lanciati dalla Repubblica islamica, secondo quanto riferiscono fonti militari che rilevano come gli attacchi di Teheran si stiano intensificando. Lapopolazioneè stata avvisata tramite un messaggio sul cellulare di trovare riparonei rifugi.
L’attacco è giunto a poche ore di distanza dall’offensiva di Israele contro Teheran. Gli obiettivi sono stati lo stadio Azadi, Chital, il grande bazar di Alaeddin, Taleghani, Niavaran, piazza Fatemi – dove si trova il Ministero dell’Interno, e aree vicine al Parlamento. Fonti qualificate della sicurezza iraniana sostengono che dall’inizio del conflitto sarebbero almeno200 le vittime in Iran e circa 650 i feriti.
Nella giornata di oggi il primo ministro israeliano, BenjaminNetanyahu, ha visitato la città di Bat Yam, uno degli obiettivi dell’attacco dell’Iran. “L’Iran pagherà un prezzo altissimo per l’assassinio deliberato di civili, donne e bambini“, ha dichiarato dopo aver visto la devastazione provocata dal conflitto in corso, per poi aggiungere: “Raggiungeremo i nostri obiettivi e infliggeremo loro un colpo devastante. Sentiranno tutta la forza del nostro braccio“.
Idf: “Il regime terroristico italiano sta prendendo di mira i civili”
Sabato 14 giugno sarà ricordato come uno dei giorni più intensi delconflitto mediorientale. Il fuoco incrociato di Israele e Iran ha terrorizzato l’opinione pubblica mondiale, che ha continuato a chiedersi quali potrebbero essere le conseguenze di questo nuovo conflitto. Al momento, le tensioni sono confinate traGerusalemmeeTeheran, visto che nessun Paese terzo – ad eccezione dello Yemen – ha partecipato all’escalation.
Il portavoce delle Forze di Difesa israeliane (Idf), Effi Defrin, ha duramente condannato la risposta iraniana agli attacchi dello Stato ebraico, sottolineando che Gerusalemme si sarebbe limitata ad attaccare il quartier genere nucleare dell’Iran, mentre “il regime terroristico iraniano sta prendendo di mira i nostri civili“. Il portavoce ha poi chiarito che lo Stato islamico non ha intenzione di fermare gli attacchi, con l’obiettivo di neutralizzare le possibilità dell’Iran di produrre armi nucleari.
Nel corso della mattinata, inoltre, sono state udite diverse esplosioni nel nord-ovest di Teheran, che sarebbe stato colpito da raid israeliani. I media iraniani riferiscono, inoltre, chequattro membri delle Guardie Rivoluzionarie sono stati uccisie il dipartimento delle relazioni pubbliche dell’Itgc ha annunciato che sette comandanti e membri della Forza Aerospaziale sono stati uccisi nei raid aerei israeliani del 13 giugno.
Il ministro degli Esteri,Abbas Araghchi, ha sostenuto che al momentoTeheran non è intenzionata ad estendere il conflitto ad altri Paesi o regioni, ma che è intenzionata a farlo nel momento in cui “venga imposto“. L’agenzia di stampa Tasnim ha riportato dell’arresto in Iran di due individui, accusati di essere membri dell’agenzia di intelligenze israeliana Mossad. Le tensioni quindi continuano a crescere, mentre l’opinione pubblica internazionale osserva preoccupata l’evolversi della situazione.
Katz: “Iran vuole trasformare Teheran in Beirut per mantenere vivo il regime”
Il ministro della Difesa di Israele,Israel Katz, ha dichiarato oggi che gli attacchi israeliani all’Iran continueranno al fine di “privarlo delle sue capacità nucleari e dei suoi sistemi d’arma“. Secondo il ministro, inoltre, l’Iran avrebbe l’obiettivo di trasformare Teheran in Beirut e i suoi residenti in ostaggi, al fine di permettere la sopravvivenza del regime. Tale dichiarazione lascerebbe intendere che gliattacchi di Gerusalemme sono finalizzatinon solo ad evitare che Teheran si doti di armi atomiche, ma anche per causare lacaduta del regime attuale.
Intanto, viene confermato che oggi Israele ha portato a termine un’offensiva contro un’altra struttura del ministero della Difesa iraniano, questa volta nella città di Isfahan, come confermato dal vicegovernatore generale della provincia di Isfahan, Akbar Salehi. L’attacco non avrebbe comportato vittime. Il ministro degli Esteri iraniano,Abbas Araghchi, ha commentato quando avvenuto, sostenendo che Israele avrebbe “oltrepassato una nuova linea rossa” attaccando i siti nucleari iraniani. Inoltre, tali offensive si sarebbero svolte nel pieno dei colloqui con gli Stati Uniti per discutere dei prossimi passi del patto di non proliferazione sul nucleare.
Questi attacchi avrebbero voluto proprio il fallimento di questi negoziati e Teheran ora non è più disposta a far cessare il conflitto. “Se l’aggressione cessa, naturalmente cesseranno anche le nostre risposte“, ha spiegato il ministro degli Esteri iraniano, aggiungendo che il regime avrebbe trovato “prove solide“, che confermerebbero l’intervento degli Stati Uniti a sostegno delle truppe di Israele. Per quanto riguarda gli accordi sul nucleare, Araghchi ha confermato che l’Iran è pronta ad un accordo, che però non leda i diritti del proprio Stato: “Èdel tutto chiaro cheil regime israeliano non vuole alcun accordo sulla questione nucleare. Non vuole negoziati e non punta alla diplomazia“
Il bilancio degli attacchi in Iran e Israele di questi giorni
Il solo attacco dello scorso venerdì ha provocato13 vittime in Israele, di cui due bambini, e 150 feriti. Lo conferma una nota rilasciata dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, in cui viene specificato che i feriti gravi sono 9, 30 con lesioni moderate e 341 feriti lievi. Nel frattempo, Israele continua a colpire le infrastrutture nucleari di Teheran, mentre lo Stato islamico prosegue a minacciare “attacchi più estesi e pesanti” nel caso in cui Gerusalemme non dovesse porre fine ai suoi attacchi.
Sono stati sei in totale gli attacchi che da venerdì continuano a sconvolgere i sue Paesi. L’ultimo verso Israele ha preso di miraBat Yam, a sud di Tel Aviv, e una città nellaSefala, a ovest di Gerusalemme. Secondo i servizi di soccorso israeliani, sono quattro le vittime di questo ultimo attacco: una donna di 69 anni, una donna di 80 anni e due bambini di circa 10 anni, oltre a circa 100 feriti.
Israele: “Non escludiamo possibilità della morte di Khamenei”
Le Forze di Difesa israeliane (Idf) hanno confermato di averattaccato gli uffici del Ministero della Difesa in Irane la sede centrale dell’Organizzazione per l’Innovazione e la Ricerca sulla Difesa (SPND), oltre ad altri obiettivi “legati al progetto di armi nucleari del regime iraniano“.
L’obiettivo degli attacchi, infatti, resta quello di impedire a Teheran di continuare con il suo piano per la dotazione delle armi atomiche. Una scelta in contrasto con ilcontratto di non proliferazione, siglato insieme agli Stati Occidentali per evitare che conflitti come quelli novecenteschi vedano ancora la luce. I media iraniani hanno inoltre riportato di un incendio nella raffineria Shahran, vicino Teheran.
A preoccupare particolarmente è la possibileintenzione di Gerusalemme di intervenire in Iran con l’obiettivo di uccidere l’Ayatollah Ali Khamenei. Secondo un funzionario israeliano incalzato dalTimes of Israel, questa potrebbe essere realmente una possibilità. Inoltre, sembra che Israele abbia l’intenzione di continuare le offensive contri l’Iran almeno per diverse settimane, magari con l’aiuto degli Stati Uniti.
L’appello dell’Iran agli altri Stati islamici contro Israele
Questi ultimi hanno per ora rifiutato l’invito, sostenendo di essere pronti a entrare nel conflitto solamente se l’Iran decidesse di attaccare i loro territori. Allo stesso modo, quindi,Teheran avrebbe rivolto un appello agli altri Stati islamiciper ottenere aiuti contro Israele. Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha chiesto al principe ereditario saudita Mohammed bin Salman il rafforzamento dell’unità tra gli Stati Islamici “per prevenire atti criminali israeliani, soprattutto a Gaza“, come riporta l’Irna.
Il principebin Salmanha riconosciuto le atrocità in corso e allo stesso tempo ha affermato che Riad sarà al fianco di Teheran e utilizzerà tutte le sue capacità diplomatiche per esercitare pressione e porre fine all’aggressione israeliane. Un aiuto puramente diplomatico, che però non prevede l’utilizzo di armi o offensive. Il volto di Riad ha poi dato la sua personale interpretazione degli eventi, mettendo in guardia tutti coloro che potrebbero essere interessati dalle conseguenze del conflitto: “Israele cerca di aggravare le tensioni con l’Iran nel tentativo di trascinare gli Stati Uniti nella guerra“.
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