Iran, notte di attacchi incrociati tra Washington e Teheran, ma il negoziato tiene: ‘Accordo vicino’

A seguito dell'abbattimento di un Apache americano, le forze di Washington hanno condotto raid nella zona dello Stretto di Hormuz, nel sud della Repubblica Islamica. Immediata la risposta dei Pasdaran, che hanno lanciato attacchi contro basi aerei e navali di Washington nella regione del Golfo. Nonostante le schermaglie, i due Paesi hanno fatto sapere che i negoziati per raggiungere una tregua continuano e un accordo è vicino

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Tensione sempre più alta inIran, dove non accennano a placarsi gliattacchi incrociati tra Washington e Teheran, mentre sullo sfondo non si vede ancora unaccordo di pace. Nella notte, le forze militari degli Stati Uniti hanno sferrato attacco alla Repubblica Islamica nella zona delloStretto di Hormuz, come rappresaglia per l’abbattimento di un elicottero Apache americano. La risposta del regime degli ayatollah non si è fatta attendere, con i Pasdaran che hanno preso di mira la Quinta flotta Usa nel Bahrein e siti in Kuwait, oltre allabase militare al-Azraq in Giordania.

Iran, Teheran denuncia: “Gli Usa hanno colpito anche obiettivi civili”

La missione americana è durata circa 4 ore. Intorno alle 23 ora italiana il Comando centrale del Pentagono ha reso noto di avere dato il via adattacchi di autodifesa contro l’Irancome “risposta proporzionata all’ingiustificata aggressione iraniana“. E alle 3:00 ora italiana è arrivata la comunicazione che l’operazione si era conclusa. Secondo quanto appreso, le ondate di bombardamenti sono state almeno 3 e hanno interessato lazona di Hormuz, nel sud del Paese. Si sa che sono state prese di mira basi navali a Sirik e Jask, difese aeree a Bandar Abbas e batterie missilistiche a Qeshm.

Tuttavia, secondo quanto denunciato da Teheran sono stati colpiti ancheobiettivi civili, come dueserbatoi che contenevano acqua potabiledestinata al distretto di Bamani e alla città di Kuhestak. I Pasdaran hanno parlato di “mossa cheviola le convenzioni delle Nazioni Unite” e “rivela ancora una volta lanatura criminalee guerrafondaia degli Stati Uniti“, facendo partire una controffensiva che li ha portati ad attaccare21 obiettivi nelle basi aeree e navali statunitensi nella regioneed abbattere un drone MQ9.

Terminati i raid, il ministro degli Esteri iranianoAbbas Araghchiha dichiarato che “è responsabilitàmorale e legaledi tutti i Paesi della regione, in particolare degli stati costieri meridionali del Golfo Persico,interrompere l’utilizzo del proprio territorioda parte di Stati Uniti e Israele per fornire supporto logistico alle loro azioni criminali contro l’Iran“.

Iran, i negoziati proseguono nonostante gli attacchi

Mentre gli attacchi incrociati erano in corso, dalle due capitali arrivavano comunquesegnali rassicuranti sulla tenuta dei negoziati. “Nulla cambia nello stato attuale dell’accordo” che restaancora vicino”, ha detto aPoliticouna fonte della Casa Bianca. E anche lo stesso presidente degli Stati UnitiDonald Trump, sempre molto solerte nel commentare ogni aggiornamento sulla guerra in Iran sul suo socialTruth,non ha posto enfasi sulla notte di scontri, preferendo esprimersi sui risultati delle primarie nel Paese. Da Teheran sono stati i Guardiani della rivoluzione a chiarire che, loro malgrado, i colloqui in corso per raggiungere una tregua hanno impedito loro di attuareuna controffensiva più dura.

Quello che è chiaro è chele schermaglie potrebbero non essere finite. Come ha fatto sapere il Centcom, le forze statunitensi rimangono “vigili epronte a difendersida qualsiasi aggressione ingiustificata da parte dell’Iran“, mentre i Pasdaran si sono detti “pronti a dare unarisposta schiacciante e decisivaa qualsiasi ulteriore attacco del nemico“.

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