Iran, la Cnn avverte: “Per Trump accordo con Teheran potrebbe rivelarsi più divisivo della guerra”

Secondo l'emittente televisiva statunitense, infatti, il compromesso che si profila è ben distante dalla "resa completa" che il tycoon aveva inizialmente chiesto alla Repubblica Islamica e le domande che gli analisti si pongono sono due: l'attuale accordo sarà più stringente di quello siglato da Barak Obama e cestinato da Trump? Ma soprattutto, una volta firmato il documento, gli Stati Uniti si troveranno in una posizione migliore o peggiore nei confronti dell'Iran?

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I termini dell’accordo con l’Iranche stanno emergendo sono al di là “persino delle capacità diDonald Trumpdi trasformarli in un trionfo“. L’allarme arriva dallaCnn, che mostra scetticismo nei confronti dell’intesa a cui stanno lavorando Washington e Teheran nelle ultime ore, la quale potrebbe rivelarsipiù divisiva della guerra stessa.

Secondo l’emittente televisiva statunitense, infatti, il compromesso che si profila èben distante dalla “resa completa”che il tycoon aveva inizialmente chiesto alla Repubblica Islamica e riflette la situazione in cui si trova il presidente, sempre più in difficoltà fra iprezzi della benzina in rialzo, il calo nei sondaggi e lecritiche dei repubblicani per il fondo creato per risarcire i suoi alleati presi di mira dall’amministrazione diJoe Biden.

Iran, dopo l’accordo gli Usa saranno in una posizione migliore nei confronti dell’Iran?

Le domande che molti analisti e commentatori si pongono viaggiano su due binari paralleli: l’evenutale accordo saràpiù stringentedi quello siglato dall’ex inquilino della Casa BiancaBarak Obamae cestinato da Trump? Ma soprattutto, una volta firmato il documento, gli Stati Uniti si troveranno in una posizionemigliore o peggiore nei confronti dell’Iran?Il fatto che questa sia una domanda– mette in evidenza la Cnn –mostra il dilemma di Trump: riprendere la guerra potrebbe averegravi conseguenze economiche e politiche, mentre mettervi fine alle condizioni migliori possibili potrebbe rivelarsi altrettantoimpopolare“.

Iran, Trump vuole l’adesione agli Accordi di Abramo dei Paesi musulmani del Golfo

Da parte sua, il tycooncontinua a mettere carne sul fuocoe vorrebbe che i Paesi a maggioranza musulmana dell’area mediorientalenormalizzino le loro relazioni con Israele come condizione della pace con la Repubblica Islamica. In un lungo post suTruth, infatti, Trump ha raccontato di aver avuto lo scorso sabato dei colloqui con i leader diArabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Pakistan, Turchia, Egitto, Giordania e Bahrein, chiedendo che questi Paesi aderiscano “simultaneamente” e “obbligatoriamente” agliAccordi di Abramo. Ciò servirebbe a rendere l’eventuale intesa con l’Iran“un evento storico”.

Gli Accordi di Abramo sono stati firmati nel2020e patrocinati dallo stesso Trump durante il suo primo mandato alla Casa Bianca e hanno portato alla normalizzazione delle relazioni tra Israele e diversi Paesi arabi:gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrein, il Marocco e il Sudan. Ora, secondo il tycoon, questo processo di riconoscimento dello Stato ebraico “dovrebbe iniziare con la firma immediata dell’Arabia Saudita e del Qatar, e tutti gli altri dovrebbero seguire” perché se così non fosse questi Paesi non dovrebbero far parte dell’accordo con la Repubblica Islamica. A sostegno della sua tesi, il presidente a stelle e strisce ha ricordato che gli attuali Stati aderenti, hanno beneficiato di un“boom finanziario, economico e sociale”.

L’inquilino della Casa Bianca ha altresì aggiunto che i negoziati con Teheran“procedono bene”, ma ha puntualizzato che “ci sarà soloun grande accordo per tutti o nessun accordo“. L’alternativa è infatti unritorno al conflitto su scala ancora maggiore, una prospettiva che però“nessuno vuole”. Trump ha inoltre aperto alla possibilità che anchel’Iran stesso aderisca agli Accordi di Abramo, qualora raggiunga un’intesa con Washington, definendo tale scenario“qualcosa di speciale”. Ipotesi questa invero quantomaiinverosimile, visto che il regime degli ayatollah ha più volte dichiarato divolere la distruzione totale dello Stato ebraico.

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