La televisione di Stato iraniana ha dichiarato chealcuni paesi europeihanno avviato colloqui con Teheran in merito al transito delle navi attraverso loStretto di Hormuz. “A seguito del passaggio di navi provenienti da paesi dell’Asia orientale, in particolare Cina, Giappone e Pakistan, abbiamo ricevuto oggi informazioni che indicano che anche gli europei hanno avviato negoziati con la marina delleGuardie Rivoluzionarie” ha riferito il servizio pubblico della Repubblica Islamica,senza specificare i nomi delle nazioniinteressate.
Hormuz, l’Iran predispone un piano per gestire il traffico nello Stretto
Secondo quanto affermato da Ebrahim Azizi, presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento di Teheran, l’Iran hapredisposto un piano per gestire il trafficonello Stretto di Hormuz lungo una rotta designata e intende renderlo pubblico a breve. Il funzionario ha inoltre aggiunto che sarannoriscossi pedaggi per i servizi specialie a beneficiare dall’accordo saranno le navi commerciali e gli attori internazionali chehanno collaborato con la Repubblica Islamica. Saranno invece esclusi i Paesi che hanno preso parte al“Project Freedom”lanciato dal presidente UsaDonald Trump, ovveroStati Uniti ed Israele.
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Quest’ultima è una missione militare americana nata con l’obiettivo di scortarele navi mercantilinel suddetto passaggio marittimo. Lanciata lo scorso 4 maggio, è statatemporaneamente sospesa dopo un solo giornoa causa della contrarietà dell’Arabia Saudita, alleato di Washington nell’area, che ha comunicato agli Stati Uniti chenon avrebbe consentito alle forze armate del Pentagonodi far decollare velivoli dalla base aerea Prince Sultan, situata a sud-est di Riad, né disorvolare lo spazio aereo saudita. Il Regno non aveva infatti gradito l’annuncio a sorpresa di Trump dell’iniziativa.
Hormuz, Tajani: “Italia pronta a dare il proprio contributo per una missione navale difensiva nello Stretto”
“Siamo pronti a dare il nostro contributo anche nel quadro di unamissione navale difensiva, in un quadro giuridico internazionale preciso e quando vi sarà uncessate il fuoco“. Così il ministro degli EsteriAntonio Tajaniè intervenuto sul tema dello Stretto di Hormuz. Lo ha fatto in un messaggio indirizzato al quintoForum Verso Sud, in corso a Sorrento e dedicato allastrategia europea per una nuova stagione geopolitica, economica e socio-culturale del Mediterraneo.
Per il titolare della Farnesina, la crisi in Iran“ha generato ripercussioni a livello globale“, con pesanti effetti suiprezzi dell’energia, sull’ approvvigionamento dei fertilizzanti e sulla libertà di navigazione. “L’Italia è in prima linea nell’impegno per la pacee la riapertura dello Stretto di Hormuz rappresenta una priorità”, ha sottolineato Tajani, ricordando che “insieme ai Paesi mediterranei, alla FAO e all’ONU,ho lanciato la Coalizione di Roma“.
Quest’ultima è concepita comepiattaforma inclusiva di dialogo e cooperazionetra i Paesi maggiormente interessati, con l’obiettivo di promuovere la continuità dei flussi di approvvigionamento, migliorare l’accesso ai fertilizzanti e rafforzare la resilienza dei sistemi agroalimentari, alla luce dei rischi per la libertà di navigazione nelle rotte marittime strategiche generati dalconflitto in Medio Oriente.
Il cessate il fuoco tra Usa e Iran è appeso ad un filo
Intanto,il cessate il fuoco tra Stati Uniti ed Iran rimane appeso a un filo. Come ribadito dallo stesso
Trump a inizio settimana, i prossimi giorni potrebbero essere fondamentali per capire sele ostilità riprenderannoo se i mediatori internazionali, in primis ilPakistan, riusciranno a far tornare al tavolo dei negoziati i due rivali. Uno scenario diplomatico molto simile a quello del7 aprile, quando la tregua si raggiunse soloun’ora e mezza prima che il tycoon iniziasse a bombardarei ponti e le centrali energetiche della Repubblica Islamica.
Di fatto, l’inquilino della Casa Bianca potrebbeintensificare i raid contro gli obiettivi militari del regime degli ayatollah, ma potrebbe anche concentrarsi sull’uranio arricchitoin possesso di Teheran, dispiegando le centinaia d’unità speciali che attendono un suo ordine per entrare nel Paese e recuperarlo presso il sito nucleare di Isfahan. Si tratterebbe di circa5.000 Marines e circa 2.000 paracadutisti d’élite dell’82ª divisione aviotrasportata dell’Esercitoin attesa di istruzioni. Un’operazione ardua che spingerebbe Trump adispiegare soldati sul terreno, possibilità che ha sempre scartato fin dall’inizio della guerra lo scorso 28 febbraio.
Allo stesso tempo, la Repubblica Islamica ha dichiarato di essere pronta a riprendere le ostilità in qualsiasi momento, nonostante i danni inflitti da Israele e dagli Stati Uniti. Senza contare che la stessa intelligence statunitense ha rivelato chel’Iran ha riottenuto l’accesso alla maggior parte dei suoi siti missilistici, dei lanciatori e delle strutture sotterranee.
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