Situazione sempre più tesa inIran. Da sabato, infatti loStretto di Hormuzè chiuso, con la minaccia dei Pasdaran di sparare contro ogni nave che cerchi di attraversarlo. Ma adesso sono in dubbio anche i negoziati tra Washington e Teheran, che dovrebbero riprendere oggi a Islamabad, in Pakistan.
Il presidente degli Stati UnitiDonald Trump, parlando a Fox News, ha confermatola presenza del suo vice, JD Vance, insieme ai due fedeli negoziatori Steve Witkoff e Jared Kushner. Ma la partecipazione iraniana resta fortemente incerta e dalla Repubblica Islamica arrivano segnali contrastanti.
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Iran, Azizi: “Riprendere il dialogo non vuol dire negoziare ad ogni costo”
Il presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano, Ebrahim Azizi, in un’intervista aAl Jazeera, ha aperto ai colloqui con gli Stati Uniti, ma a patto che sianogarantite alcune condizioni. Secondo lui, infatti, riprendere il dialogo “non significanegoziare a qualsiasi costo, né accettare qualsiasi approccio adottato dall’altra parte“. Teheran ha infatti fissato dellelinee rosseche devono essere tassativamente rispettate, e proprio dal loro rispetto dipenderà l’invio della delegazione iraniana a Islamabad.
Il politico si riferisce alla scelta di Trump diattuare un blocco dei porti della Repubblica Islamica, decisione interpretata come un’aperta provocazione che viola la treguafaticosamente raggiunta e in vigore fino al 21 aprile. In quest’ottica, certamente non aiuta l’attacco statunitense, denunciato da Teheran, ad una nave portacontainer iraniana, oltre che ilsequestrodi un’imbarcazione cargo di Teheran da parte dei militari a stelle e strisce.
Pezeshkian: “La guerra non conviene a nessuno”
Chi cerca di allentare la tensione è il presidente iranianoMasoud Pezeshkian: “La guerra non è
nell’interesse di nessunoe, pur resistendo alle minacce, ogni via razionale e diplomatica dovrebbe essere percorsa per ridurre le tensioni“, ha affermato, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale Iran. Il capo di Stato ha tuttavia aggiunto che “ladiffidenza verso il nemicoè una necessità innegabile“.
Difficile dunque affermare se le due parti stiano irrigidendo le proprie posizioni in vista di possibili concessioni nella fase dei colloqui, oppure se la tensione stia davvero salendo verso unaripresa della guerra. Per il sito Axios, infatti, Teheran sospetta che il negoziato sia un diversivo per unattacco a sorpresa.
Situazione sempre più tesa nello Stretto di Hormuz
Sul fronte Stretto di Hormuz, la situazioneresta tesa. La compagnia tedesca Tui Cruises ha annunciato che due sue navi da crociera hanno ottenuto il permesso di transito e si stanno dirigendo verso il Mediterraneo, tuttaviail braccio di mare resta di fatto chiuso. Ieri, infatti, 41 navi in uscita sono state costrette a tornare indietro e gli iraniani hanno sparato più volte contro petroliere nel fine settimana. L’India ha ufficialmente protestato per i danni subiti dalle loro unità commercialied è stato negato il passaggio anche ad una nave cinese.
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