Honda e Nissan falliscono nel progetto di fusione: cosa succede ora?

Le difficoltà economiche di Nissan e la mancanza di un punto di incontro che permettesse di portare a conclusione le trattative hanno convinto i due marchi giapponesi a chiudere il progetto iniziato a dicembre. Questo avrebbe dovuto permettere alle due società di fare fronte comune contro i dazi di Trump e la crisi dell'auto

4 Min di lettura

Il piano di integrazione traHondaeNissan, che avrebbe dovuto portare alla nascita del terzo gruppo mondiale per vendite di veicoli, è fallito miseramente. Le due case di produzione di automobili giapponesi non sono riuscite a trovare un punto di incontro che permettesse loro di ignorare le proprie differenze in nome delle priorità comuni.

La notizia è stata annunciata dai media di Tokyo, i quali sostengono che ilfallimento dell’accordosia dovuto alle difficoltà di Nissan, che ormai da mesi è impegnata in una fase di risanamento dei conti. Proprio questaincertezza economicanon avrebbe convinto Honda, preoccupata che questa possa compromettere il futuro della fusione.

L’intenzione di unire le due realtà era stata resa pubblica lo scorso dicembre, con entrambe le case automobilistiche soddisfatte delle possibilità che questo accordo avrebbe potuto portare con sé. Al centro della decisione, infatti, c’era lanecessità di resistere alla crisi dell’auto, sempre più imperante e capillare, e soprattutto riuscire a creare un gruppo che fosse in grado di resistere aidazi promessi dal presidente Usa, Donald Trump.

Nissan e Honda verso una cooperazione strategica

L’obiettivo iniziale delle due aziende era quello di giungere ad una fusione nel giugno 2025, mantenendo però i due marchi separati e riconoscibili. La seconda e la terza casa di produzione automobilistica in Giappone hanno firmato solo due mesi fa unmemorandum di intesaal fine di permettere lacostituzione di unaholding, comprendente anche la Mitsubishi Motors, partecipata di Nissan.

I primi accordi tra le due società si sono verificati lo scorso marzo, quando venne discusso un accordo che avrebbe dovuto essere utile aridurre i costi della ricerca e dello sviluppo di veicoli elettrici, così da poter mettere sul mercato prodotti che fossero realmente competitivi nei confronti della cinese Byd e dell’americana Tesla.

Honda ha però iniziato a nutrire dubbi sull’utilità dell’operazione, a causa delle difficoltà economiche e produttive incontrate daNissan. La casa nipponica, infatti, si trova in un momento distallo delle vendite, che non riescono a riprendersi. Lo scorso novembre, quindi, l’azienda ha annunciato il taglio di ben 9mila posti di lavoro, dovuta alla riduzione del 20% della produzione mondiale.

Nissan ha anche deciso dichiudere uno degli impianti di produzione presente in Cina, al fine di ottimizzare i costi di mantenimento della società. Il timore di Honda, che ad oggi ha una capitalizzazione del mercato cinque volte superiore a quella di Nissan, era che l’unione potesse portare ad un peggioramento della sua situazione.

Al momento, quindi, sembra che le due società siano intenzionate a lasciare definitivamente da parte la fusione, per concentrarsi invece su unacooperazione strategica, riguardante anche il partner Mitsubishi Motor, che possa rendere meno dispendioso lo sviluppo di energie software e delle nuove tecnologie del settore.

© Riproduzione riservata

Condividi questo Articolo

Avvertenza legale sulle immagini

Alcune delle immagini pubblicate all’interno di questa testata giornalistica sono tratte da fonti online liberamente accessibili. Tali immagini non sono in alcun modo utilizzate per finalità commerciali e i relativi diritti restano di esclusiva titolarità dei rispettivi aventi diritto.

Nonostante le verifiche preventive effettuate dagli autori (incluse, a titolo esemplificativo, l’analisi di metadati, Exif, watermark, loghi o altri segni distintivi), qualora la pubblicazione di un contenuto grafico dovesse risultare lesiva di diritti di proprietà intellettuale o di altri diritti soggettivi, la redazione, su richiesta del titolare, si impegna a rimuoverlo immediatamente o, ove richiesto, a indicarne correttamente l’attribuzione.

Eventuali segnalazioni possono essere inoltrate all’indirizzo e-mail:proprietaintellettuale@ildifforme.it.

In caso di accertata violazione, la redazione adotterà senza indugio ogni misura necessaria alla cessazione della stessa.