Il Ministero della Salute ha attivatoin Italia le procedure di sorveglianza sanitaria su quattro passeggeri arrivati nel Paese con un volo KLMcollegato indirettamente a un caso di Andes Hantavirus, il virus al centro del focolaio scoppiato a bordo della nave polare MV Hondius. Le autorità sanitarie italiane parlano di rischio basso a livello globale e molto basso in Europa, ma hanno comunque disposto misure di monitoraggio nel principio di massima cautela.
La vicenda ruota attorno a unacittadina olandese che il 25 aprile avrebbe tentato di imbarcarsi a Johannesburg su un volo diretto nei Paesi Bassi.La donna, già in condizioni critiche, sarebbe rimasta a bordo dell’aereo solo per pochi minuti prima di essere fatta scendere dal personale sanitario. Ricoverata in ospedale nella capitale sudafricana, è morta il giorno successivo.
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Secondo quanto riferito dal Ministero della Salute italiano,quattro persone giunte successivamente a Roma con una coincidenza KLM si trovavano sullo stesso volo della donna. I loro recapiti sono stati acquisiti e trasmessi alle Regioni competenti, Calabria, Campania, Toscana e Veneto, per l’avvio della sorveglianza attiva. Ma adesso è appena stata diffusa notizia di una donna a Firenze messa in quarantena.
Hantavirus, donna in quarantena a Firenze
Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, e l’assessora regionale al diritto alla salute e alle politiche sociali, Monia Monni, hanno comunicato stamani l’avvio delle procedure di sorveglianza sanitaria per una cittadina residente a Firenze. E’ stato lanciato l’allerta:”Abbiamo immediatamente attivato i protocolli previsti e preso contatto con la donna, attualmente domiciliata a Firenze.La signora è stata posta in regime di quarantena precauzionalein attesa degli accertamenti clinici necessari a verificare l’eventuale contrazione del virus”.
Secondo quanto riportato nella segnalazione ministeriale, il contatto sarebbe avvenuto durante le operazioni di imbarco e non risulterebbe essere stato né ravvicinato né prolungato. Non sembra esserci motivi di contagio ma in via precauzionale è stata presa questa decisione.
Il focolaio sulla nave polare
L’emergenza sanitaria è collegata alla nave da crociera polare MV Hondius, gestita dalla compagnia Oceanwide Expeditions, sulla quale si sarebbe sviluppato un focolaio di Andes Hantavirus durante una spedizione nell’area antartica. Secondo le informazioni diffuse dalle autorità sanitarie spagnole,il bilancio provvisorio sarebbe di tre morti e otto contagiati,sei dei quali confermati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
La nave è attesa nelle Canarie tra sabato e domenica per permettere l’evacuazione dei passeggerie l’assistenza sanitaria ai soggetti coinvolti. A bordo, dal 6 maggio, è presente anche un medico italiano dello staff dell’European Centre for Disease Prevention and Control, inviato per supportare le attività di gestione dell’emergenza.
Nel frattempo,cresce l’attenzione anche in Spagna.Le autorità sanitarie catalane hanno individuato una donna residente in Catalogna entrata in contatto con la passeggera olandese sul volo KLM. La donna non era stata identificata inizialmente perché aveva cambiato posto a sedere durante il viaggio. Pur non presentando sintomi, è stataposta in quarantena in una struttura ospedaliera catalana.Un’altra cittadina spagnola, residente ad Alicante, è invece stata ricoverata con sintomi compatibili con l’infezione.
Ma il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, rassicura gli abitanti di Tenerife sul fatto che il rischio derivante dalla nave infetta da hantavirus sia “basso”. Tedros incontrerà il premier spagnolo, Pedro Sanchez, nel pomeriggio.
Cos’è l’Andes Hantavirus
L’Andes Hantavirus è un virus raro appartenente alla famiglia degli hantavirus, diffuso soprattutto in Sud America etrasmesso principalmente attraverso roditori infetti.A differenza di altri hantavirus, il ceppo “Andes” è noto perché, in casi limitati, può trasmettersi anche da persona a persona attraverso contatti stretti e prolungati.
L’infezione può provocare febbre, dolori muscolari, difficoltà respiratorie e, nei casi più gravi,una sindrome cardiopolmonare potenzialmente letale.Per questo motivo le autorità sanitarie internazionali mantengono alta l’attenzione sui contatti stretti dei casi confermati. Nonostante l’allarme mediatico, il Ministero della Salute italiano sottolinea che le valutazioni condivise da OMS ed ECDC indicano unrischio basso per la popolazione generale a livello mondiale e molto basso in Europa.
Le procedure avviate in Italia rientrano dunque in un sistema di prevenzione e tracciamento previsto dai protocolli internazionali per evitare eventuali catene di trasmissione. Il Ministero, si legge nella nota ufficiale, continuerà a garantire “il pieno coordinamento e l’applicazione delle misure di sorveglianza previste” insieme alle altre autorità sanitarie coinvolte.
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