L’ala militare di Hamas, le Brigate Ezzedine al-Qassam, ha annunciato la restituzione a Israele del corpo del tenente Hadar Goldin, soldato delle IDF ucciso durante l’operazione militare “Margine Protettivo” nella Striscia di Gaza il 1° agosto 2014. La consegna è prevista per oggi alle ore 14 locali (le 13 in Italia), come confermato da fonti israeliane e dalle stesse Brigate.
Il ritrovamento del corpo di Goldin
Il corpo di Goldin, che aveva 23 anni al momento della morte, sarebbe stato rinvenuto ieri in un tunnel a Rafah, città nel sud della Striscia, attualmente al centro di intensi movimenti militari. L’ufficiale israeliano era stato dato per disperso dopo un attacco a sorpresa durante un cessate il fuoco, in un’operazione che provocò forte commozione e polemiche in Israele.
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Una tregua fragile
La restituzione del corpo avviene in un contesto di fragile tregua e complesse trattative tra le parti. Secondo fonti vicine al dossier, il ritardo nella consegna sarebbe legato a negoziati in corso per consentire l’evacuazione di circa 150 combattenti di Hamas rimasti intrappolati nei tunnel di Rafah, ora in una zona sotto controllo dell’esercito israeliano.
Hamas, attraverso un comunicato rilanciato anche da Al Jazeera, ha ribadito che “non esiste il concetto di resa o consegna al nemico” e ha invitato i mediatori internazionali a trovare una soluzione che consenta la prosecuzione del cessate il fuoco. “Israele deve assumersi la piena responsabilità degli scontri a Rafah”, si legge ancora nella nota, in cui viene chiesto anche l’invio di squadre tecniche per completare il recupero dei resti di altri combattenti.
Il gesto di Hamas, la restituzione del corpo di Goldin, potrebbe rappresentare un tentativo di mantenere aperto il canale negoziale, ma la situazione sul campo resta altamente instabile, con il rischio concreto di una nuova escalation.
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