L’escalation tra Stati Uniti, Israele e Irancomincia a farsi sentire anche sui mercati energetici globali. I prezzi del petrolio sono aumentati in modo marcato nella giornata di oggi.
Il greggioBrent, con consegna ad aprile, ha aperto le contrattazioni con un balzo del+14 %, toccando82,37 dollari al barile, il livello più alto dagennaio 2025. Anche ilUS West Texas Intermediate (WTI)ha registrato forti guadagni a doppia cifra. Dopo la prima ondata di rialzi i corsi hanno parzialmente corretto, ma restano comunque in aumento di circa+9 %rispetto alla giornata precedente.
Leggi Anche
L’impatto sui prezzi dovuto allo Stretto di Hormuz
A pesare sui mercati è in particolare la decisione di Teheran diridurre il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, vitale corridoio per il trasporto energetico mondiale. Attraverso lo stretto transita circaun quinto delle esportazioni giornaliere di petrolio: qualsiasi limitazione o rallentamento in questa zona può innescare reazioni importanti nei prezzi dell’energia.
La tensione geopolitica alimenta il rischio di interruzioni sulla catena delle forniture, fattore che da sempre spinge al rialzo le quotazioni dei carburanti.
Effetti sui listini e sui carburanti in Italia
Secondo l’osservatorio diCodacons, l’aumento dei prezzi del greggio si riflette già sulle quotazioni nazionali:Brent:circa79 $al barile (in rialzo del+9,7 %rispetto al 27 febbraio, quando era a 72 $);WTI:circa72,80 $al barile (+9,4 % rispetto ai 66,5 $ del 27 febbraio).
Questi incrementi hanno iniziato a farsi sentire anche alla pompa:Benzina (self):da 1,672 €/l del 27 febbraio a1,681 €/l(2 marzo);Gasolio (self):da 1,723 €/l a1,736 €/lnello stesso periodo.
I rincari sono ancora parziali, ma se i prezzi del petrolio dovessero mantenere il trend rialzista,i listini alla pompa rischiano di aumentare sensibilmente nei prossimi giorni.
Allarme prezzi energia
Non è solo il petrolio a salire. Le quotazioni del gas naturale in Europa, misurate sull’indiceTTF, segnano un rialzo del+25 %, a39,85 € al megawattora, livelli che non si vedevano dafebbraio 2025. Questo potrebbe tradursi in aumenti nellebollette di famiglie e imprese, soprattutto se le tensioni persisteranno.
Secondo il Codacons, l’aumento dei costi di trasporto, dovuto al blocco o rallentamento delle rotte nello Stretto di Hormuz, può tradursi acatena su molti prodotti al dettaglio, con prezzi più alti per i consumatori.
© Riproduzione riservata













