Dopo circa due ore di discussioni su possibili strategie da attuare nei confronti dell’Iran, laSituation Room della Casa Biancasi svuota e di fatto nulla è cambiato. La riunione convocata dal presidente a stelle e strisceDonal Trumpsembra infatti non aver portato a passi avanti nell’ambito dell’accordo da firmare con Teheran per porre fine alla guerra ormai in corso da oltre 3 mesi tra minacce, dietrofront e tregue fragilissime.
E le uniche informazioni che si ricevono, trapelano tra un alto funzionario dell’amministrazione trumpiana alNew York Times, secondo il quale iltycoon non avrebbe ancora preso alcuna decisionein merito a una nuova intesa con l’Iran. L’amministrazione, ha spiegato il funzionario, ritiene di essere vicina ad un accordo anche se ci sono ancora alcune questioni in fase di discussione, tra cui l’annoso tema dello sblocco dei fondi iraniani.
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Le voci continuano ad inseguirsi nei corridoi della Casa Bianca e non solo. Si dice che Trump, infatti,si sia preso del tempo per assicurarsi che gli iraniani non facciano un passo indietroe per vedere anche le reazioni nel dibattito politico intorno a lui. Solo lo scorso fine settimana, quando aveva preso forma la bozza dell’accordo sul sitoAxios, i repubblicani nonché Israele non hanno esitato a fare pressioni sul presidente intimandolo di non firmare un accordo che rafforzi l’Iran e avvertendolo che, di fatto, una volta rimosso il blocco navale Usa,ci saranno meno leve per spingere il regime degli ayatollah a fare concessionida parte loro.
E così, intanto, proseguono gli attacchi incrociati e le minacce non troppo sussurrate. Tra gli ultimi unattacco missilistico balistico iraniano lanciato contro una base aerea in Kuwaitche ha provocato ilferimento di cinque americaninonché aver gravemente danneggiato due droni statunitensi MQ-9 Reaper. Da fonti di Bloomberg si spiega che la difesa aerea kuwaitiana ha intercettato il missile Fateh-110, ma i detriti caduti hanno comunque colpito la base di Ali Al Salem. Danni che hanno così coinvolto cinque persone tra cui contractor e personale militare in servizio attivo.
Un nuovo episodio che si inserisce nella tensione delle decisioni da prendere su come proseguire il rapporto con Teheran.Né Trump né i Paese del Golfo hanno davvero intenzione di riprendere la guerra, ma raggiungere una soluzione diplomatica. Per questo, nei giorni scorsi si è proseguito a tracciare i perimetri del linguaggio della trattazione sull’accordo preliminare. In sostanza, il memorandum d’intesa non risolverà i dossier più pesanti, rimandati così’ alla seconda fase, ma Trump desidera trovare la formula che suggerisca concessioni iraniane su due temi che, insieme alla riapertura dello Stretto di Hormuz, ha definito i confini insuperabili.
Ovvero, l’arricchimento dell’uranio, su cui l’amministrazione trumpiana ribadisce che l’Iran non deve avere un programma nucleare, nonostante Teheran continui a rivendicarne il diritto con fini civili, e il da farsi sulle riserve sul cosiddetto “uranio arricchito ad alto livello” che giacciono sul suolo del Paese degli ayatollah. Ciò che è certo è che il presidente a stelle e strisce non ha alcuna intenzione di fare concessioni in assenza di gesti concreti da parte della Repubblica islamica.
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