Guerra in Ucraina, l’incubo di Kiev: «Putin vuole farci collassare»

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Al Forum economico di Davos interviene il ministro degli Esteri Kuleba: «E’ un conflitto di identità per il nostro popolo». Di Maio: «Bloccare l’import di petrolio dalla Russia»

«Putin vuole far collassare l’Ucraina, noi non lo permetteremo», afferma il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba durante il suo intervento al Forum economico di Davos. Evento che si tiene in Svizzera e proseguirà fino giovedì. Il ministro degli Esteri spiega che l’Ucraina ha il dovere di resistere per difendere la propria sovranità nazionale, quella che Putin aveva in mente di distruggere in pochi giorni dall’inizio dell’invasione russa. Il ministro Kuleba spiega anche il significato che questo conflitto ha per il popolo ucraino: «Questa è una guerra per la nostra esistenza, è una guerra di identità, fra lo stato russo e il popolo ucraino». In questi tre mesi di guerra l’Ucraina ha dimostrato coraggio nel difendere i propri confini sopportando le distruzioni delle proprie città e la perdita di più di 3000 civili, secondo il dato dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite.

Nel suo discorso, sull’emergenza della guerra, il ministro degli esteri tocca anche il tema sulle esportazioni di Mosca: «Basta comprare dalla Russia. Smettetela di permettere loro di fare soldi che possono investire nella macchina da guerra che distrugge, uccide, violenta e tortura le persone in Ucraina». Per quanto riguarda la mossa di Mosca che ha suggerito di revocare le sanzioni per evitare una crisi alimentare mondiale, Kuleba risponde: «Questo è un chiaro ricatto. Non si potrebbe trovare un esempio più forte di ricatto nelle relazioni internazionali».

In Italia divisi tra chi suggerisce nuove sanzioni e l’invio di nuove armi e chi chiede un tavolo della pace

Intanto, in Italia c’è chi sostiene che bisogna intensificare le sanzioni contro Mosca e chi invece, ritiene che non sia più utile perseguire tale via, poiché potrebbe allontanare ulteriormente Mosca dal tavolo della pace.

Il ministro degli Esteri Di Maio alla fine di un evento organizzato dalla Coldiretti a Roma ha affermato: «Io penso che l’Unione europea debba approvare il sesto pacchetto di sanzioni per bloccare l’import di petrolio dalla Russia il prima possibile. Questo perché se da una parte c’è la Russia che usa le armi per attaccare l’Ucraina, dall’altra l’unico strumento che noi abbiamo per difendere il popolo ucraino e portare Putin al tavolo sono sicuramente le sanzioni-poi continua- Su questo, secondo me, l’Ue deve accelerare, anche perché nel momento in cui si va a colpire gli introiti del petrolio, la Russia avrà meno soldi per finanziare questa guerra».

il presidente del M5S Giuseppe Conte ritiene che molti partiti predicano la pace e poi se la dimenticano. Alla fine di una conferenza stampa alla camera ha espressamente detto: «la guerra non può essere mai uno strumento di risoluzione dei conflitti». Il presidente del M5S non si ritiene soddisfatto di come si sta lavorando, e toccando questo tasto afferma: «Vediamo che ci sono forze politiche che la domenica predicano soluzioni pacifiche e poi quando sono in Parlamento si dimenticano, si dedicano a tante altre cose e si distraggono».

ieri a Porta a Porta il leader della Lega Matteo Salvini si è espresso sull’invio di altre armi in Ucraina spiegando che questo allontanerebbe dal tavolo di pace tra Zelensky e Putin.

il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, durante il question time alla Camera ha spiegato: «Il treno della pace viaggia su due binari: Il primo è quello del sostegno al Governo di Kiev e le sanzioni nei confronti di Mosca. Ciò serve ad aumentare i costi per la Russia dell’aggressione all’Ucraina. Riequilibrare le posizioni di forza mira a stimolare l’avvio di un negoziato. Il secondo binario ci vede, appunto, favorevoli all’attivazione di ogni canale di dialogo tra le parti. Abbiamo sostenuto gli sforzi di facilitazione condotti da Paesi terzi, come ad esempio la Turchia, affinché si possa arrivare a una soluzione diplomatica. La fornitura di materiali militari alle Autorità ucraine da parte del Governo rientra nel primo dei due binari, insieme al sostegno politico, finanziario, umanitario e all’accoglienza dei rifugiati».

Intanto, il presidente dell’Ucraina Zelensky è stato molto chiaro: Kiev sarà disposta a sedersi al tavolo con Mosca solamente quando le forze russe lasceranno il paese. Più volte il presidente ucraino ha puntualizzato che non possiamo parlare di pace, nel momento in cui ad oggi c’è un esercito che continua a bombardare il suo paese.

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