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Groenlandia, Trump minaccia dazi ma l’Ue tiene il punto: “Non è in vendita”

All'indomani dell'intenzione trumpiana di imporre imposte doganali ai Paesi che hanno inviato militari sull'isola controllata dalla Danimarca, gli ambasciatori dei 27 si ritrovano oggi in un summit d'emergenza

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Giù le mani dall’isola dei ghiacci“, gridano dalle piazze di Danimarca e Groenlandia, ma il presidente a stelle e strisce non ne vuole sapere. Questo scatto d’orgoglio, dopo settimane di minacce, non trova alcuna rinuncia da parte di Donald Trump. Anzi.

L’inquilino della Casa Bianca sfodera ancora una volta la sua spada preferita, i dazi. Infatti, dal primo febbraio scatteranno imposte doganali del 10% contro tutti i Paesi contrari e che hanno osato inviare i contingenti sull’isola fin quando non sarà raggiunta un’intesa “per l’acquisto completo e totale della Groenlandia“. Ovvero, Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda e Finlandia. Dunque, non l’Italia, benché il governo sia tra i firmatari della dichirazione emessa a sostegno della sovranità danese, il premier Giorgia Meloni, aveva chiarito anche da Tokyo che Roma si sarebbe mossa solo in ambito Nato.

Un annuncio via Truth, il social trumpiano, che ha fatto scattare l’allarme nel Vecchio Continente. Gli ambasciatori dei 27 Paesi dell’Ue, infatti, si riuniranno in giornata per un vertice di emergenza e far fronte alla promessa del tycoon di un’ondata di crescenti dazi sugli alleati europei. E come specifica Reuters, Cipro, che detiene la presidenza di turno semestrale dell’Ue, ha annunciato ieri sera di aver convocato la riunione per oggi che dovrebbe avere inizio per le 17.

Intanto, si scuoto le acque anche al Parlamento europeo. Dopo il presidente del Ppe, Manfred Weber, anche Iratxe Garcia Perez, leader di S&D, e Valerie Hayer, presidente del centrista Renew, chiedono la sospensione dell’accordo Ue-Usa sui dazi.

In questa fragile cornice, il presidente a stelle e strisce ha anche minacciato che dal primo giugno 2026 i dazi agli 8 Paesi europei “saliranno al 25%” se non si troverà un accordo. “Hanno messo in gioco un livello di rischio che è insostenibile“, ha tuonato Trump scatenando l’immediata reazione dall’altra sponda dell’Atlantico per voce di Antonio Costa e Ursula von der Leyen: “I dazi doganali comprometterebbero le relazioni transatlantiche e rischierebbero di innescare una pericolosa spirale discendente“.

A far eco alle parole del presidente della Commissione Ue e del Consiglio europeo, è Roberta Metsola, presidente del Parlamento Ue. “L’Unione europea – puntualizza con polso fermo – sostiene la Danimarca e il popolo della Groenlandia, lo facciamo uniti nella determinazione“. Una posizione netta che Metsola rimarca puntando il dito contro Trump sostenendo che le misure contro gli alleati della Nato annunciate “non contribuiranno a garantire la sicurezza nell’Artico, rischiano anzi di fare il contrario, incoraggiando i nostri nemici comuni e coloro che desiderano distruggere i nostri valori e il nostro stile di vita comuni“.

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