Groenlandia, quanto costa? Se Trump vorrà acquistarla dovrà sborsare 2.760 miliardi

Proseguono anche gli incontri diplomatici sulla questione. La prossima settimana, il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, incontrerà i vertici di governo della Groenlandia

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Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Donald Trump ha iniziato la sua carriera seguendo i passi di suo padre, uno dei più noti immobiliaristi di New York. Investire in nuove proprietà, acquistare e vendere immobili è insomma uno dei tratti caratteristici della dinastia del presidente degli Stati Uniti d’America. Quando Donald Trump, quindi, ammette di star attivamente riflettendo sulla possibilità di “acquistare la Groenlandia“, serve riflettere su cosa significhino esattamente queste parole.

Non è la prima volta che gli Stati Uniti avanzano una proposta di compravendita nei confronti del territorio che, geograficamente appartiene al Nord America e politicamente alla Danimarca. La quantità di minerali e la posizione strategica dell’isola, infatti, hanno da sempre attirato gli Usa. Oggi, poi, lo scioglimento dei ghiacciai sta rendendo il territorio ancora più invitante. Ma quanto varrebbe un acquisto simile?

Le stime sul prezzo della Groenlandia

Prendendo in considerazione la Groenlandia come un vero e proprio asset immobiliare, tornando quindi ad un’epoca in cui effettivamente le Nazioni erano un bene commerciabile, l’isola avrebbe un costo spropositato. Come riporta Il Corriere della Sera, basandosi sui valori dell’Islanda, ovvero un territorio piuttosto similare a quello che interessa a Trump, l’American Action Forum (Aaf) stima un prezzo di 1,38 milioni al chilometro quadro. La Groenlandia, quindi, avrebbe un valore di 2,760 miliardi, ovvero circa il 9% del Pil americano e il 7% del suo debito pubblico.

Una cifra che sembrerebbe spropositata, ma che potrebbe comunque spingere Trump a procedere con la sua azione. Per gli Usa sarebbe più congeniale una sorta di accordo di partenariato con Nuuk, che consenta loro di poter sfruttare al meglio gli asset che la Groenlandia presenta. In passato, però, gli Stati Uniti non hanno esitato a mettere in atto acquisti che sembravano poter distruggere la loro economia.

Nel 1803, Washington spese 15 milioni di dollari, ovvero il 3% del suo Pil, per acquistare la Louisiana dalla Francia. Nel 1819, invece, investì 5 milioni, pari allo 0,68% del Pil per l’acquisto della Florida dalla Spagna e 7,2 milioni nel 1867 per l’Alaska, che era in mano russa. Nel 1917, poi, gli Usa spesero 25 milioni, ovvero lo 0,04% del Pil, per l’acquisto delle Isole Vergini proprio dalla Danimarca.

Stavolta, però, sia Copenaghen che Nuuk potrebbero non essere del tutto favorevoli all’acquisto. Oggi, il diritto internazionale non vede di buon occhio la compravendita di territori e, soprattutto, i cittadini della Groenlandia non sembrano affatto propensi a divenire statunitensi. La mega proposta immobiliare, però, potrebbe improvvisamente convincere i 56mila cittadini presenti sull’isola a cambiare idea.

Groenlandia, la roadmap Usa prima dell’operazione militare

Intanto, proseguono anche gli incontri diplomatici sulla questione. La prossima settimana, il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, incontrerà i vertici di governo della Groenlandia. Un incontro che, almeno secondo quanto dichiarato dagli Usa, sarebbe stata la Casa Bianca a richiedere. L’obiettivo sarebbe quello di evitare una vera e propria operazione militare sul territorio. Un’opzione che, a sentire la portavoce della casa Bianca, Trump non vorrebbe togliere dal piatto.

Una vera e propria minaccia che anche l’Unione europea ha rispedito al mittente. Ieri, la presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen, ha sfruttato il palco di Cipro per mandare un messaggio chiarissimo al suo omologo americano: “La legge è più potente della forza“. Un concetto che Trump sembrerebbe voler sovvertire.

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