Tra il Forum economico di Davos e il Consiglio europeo straordinario a Bruxelles, l’Europa continua a concentrarsi sul tema dell’Artico. La nuova area strategica, contesa tra Nato, Cina e Russia, continua a interessare e preoccupare. Donald Trump è convinto che, senza un controllo esclusivamente statunitense, la Groenlandia possa divenire un asset nelle mani dei Brics, ovvero il gruppo di economie emergenti di cui fanno parte Pechino e Mosca.
Così, l’amministrazione statunitense ha iniziato a minacciare da settimane un possibile attacco contro Nuuk, con l’obiettivo di annettere agli Usa l’isola artica. Una decisione che ha allertato la Danimarca, che controlla il territorio groenlandese, così come l’intera Unione europea. I contatti e le trattative sono partite immediatamente, ma ora da parte di Copenaghen arriva la richiesta di una minore attenzione mediatica.
Leggi Anche
Il ministro degli Esteri danese, Lars Lokke Rasmussen, ha annunciato oggi che i negoziati con gli Usa partiranno a breve, ma ha aggiunto che la data precisa non sarà rivelata. “Ora è necessario togliere ogni drammaticità alla questione“, ha spiegato, aggiungendo solamente che i colloqui si concentreranno sulla sicurezza dell’isola.
Groenlandia, Nielsen: “Qui c’è in gioco la tenuta del diritto internazionale”
L’annuncio arriva il giorno successivo alle dichiarazioni pubbliche del primo ministro groenlandese, Jens Friederisk Nielsen, il quale ha ribadito che il suo Paese non ha intenzione di distaccarsi dalla Groenlandia. Solo Nuuk e Copenaghen, quindi, potranno concludere accordi sull’isola. Il riferimento è alle parole di Trump, il quale aveva poco prima annunciato di aver raggiunto un’intesa sulla Groenlandia con il segretario della Nato, Mark Rutte, che assicura agli Usa pieno e perpetuo accesso a costo zero.
“Non so cosa ci sia di concreto in quell’intesa ma abbiamo un gruppo di lavoro impegnato a trovare una soluzione per entrambe le parti“, ha spiegato il primo ministro, ricordando che anche Nuuk ha delle linee rosse su cui non ha intenzione di scendere a compromessi. “La sovranità e l’integrità territoriale della Groenlandia sono una linea rossa”, ha spiegato con convinzione, aggiungendo di volere a tutti i costi un dialogo che si basi sul rispetto reciproco tra Nazione sovrane.
“Qui non si tratta solo della Groenlandia, ma dell’ordine internazionale, del diritto internazionale, di rispettare l’integrità territoriale“, ha continuato Nielsen, aggiungendo che la retorica ascoltata finora è da considerarsi “inaccettabile“. In ogni caso, il premier ha spiegato di essere soddisfatto del supporto dimostrato dall’Europa e dalla Nato, per poi aggiungere che il Paese accetterà l’avvio di una missione permanente della Nato sul territorio di Nuuk.
Sulla questione oggi si svolgerà un incontro tra il primo ministro danese Mette Frederiksen e Nielsen. La premier ieri ha invece avuto colloqui con il segretario generale della Nato Mark Rutte, da cui ha ricevuto un briefing sull’accordo con Trump e sulla possibile presenza di contingenti dell’Alleanza Atlantica in Groenlandia. La giornata di oggi, quindi, potrebbe essere fondamentale per il raggiungimento di un accordo approvato da tutte le parti.
© Riproduzione riservata


