Colpo di scena sulla missione umanitaria della Global Sumud Flotilla. Dopo giorni piuttosto concitati, diverse difficoltà nella partenza delle navi e varie polemiche sui partecipanti, l’attivista Greta Thunberg, tra i fautori del viaggio, ha deciso di abbandonare il direttivo della Flotilla. A rivelarlo è l’inviato del Manifesto a bordo della nave, Lorenzo D’Agostino, il quale ha raccontato quanto avvenuto.
Inoltre, a conferma della notizia, sul sito ufficiale della missione è scomparso dalla lista dei membri del direttivo. Sembrerebbe che a motivare la decisione della 18enne siano state le divergenze legate a una comunicazione troppo incentrata sulle vicende interne della flottiglia e non abbastanza sul genocidio in Palestina.
Secondo quanto raccontato da D’Agostino, Thunberg ha dichiarato di “credere profondamente nell’obiettivo di questa missione e nella forza della mobilitazione mondiale per una Palestina libera“. Proprio per questo, la 18enne ha deciso di prendere questa decisione e tornare ad essere semplicemente un’organizzatrice e una partecipante della missione. “Tutti abbiamo un ruolo: il mio non sarà nel comitato direttivo, ma come organizzatrice e partecipante“, ha sostenuto la diretta interessata in una dichiarazione rilasciata al Manifesto.
Greta Thunberg, i problemi della comunicazione
Al centro della questione vi sarebbe la gestione della comunicazione della missione da parte del giornalista e influencer Yusuf Omar annuncia su Instagram che abbandona la navigazione per ragioni di strategia comunicativa. Il suo stile, giudicato troppo sensazionalista e concentrato sui volti noti della missione, avrebbe infastidito gli altri partecipanti.
Inoltre, la copertura “allarmista” dell’attacco dei droni sarebbe stato il motivo principale per cui l’attivista ha deciso di abbandonare il direttivo della missione. Anche Yusuf Omar ha annunciato su Instagram di aver deciso di abbandonare la navigazione per ragioni di “strategia comunicativa“.
La sua decisione ha implicato il trasferimento dalla nave Family, che ospita il comitato che dirige la missione, alla Alma. L’inviato de Il Manifesto, ha raccontato che Thunberg è stata vista “trascinare la sua valigia lungo la banchina e lasciare l’imbarcazione“. L’attivista 18enne ha comunque sostenuto di continuare a credere profondamente nello scopo della missione e “nella forza della mobilitazione per una Palestina libera“.
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