Raid, rappresaglie e lancio di missili hanno infuocato il cielo delGolfo Persico, in una notte scandita così da alta tensione e allerta massima. La miccia ad aver innescato gli attacchi per mano dell’Iran, sarebbe stata di fattoil blocco degli Stati Uniti per una petroliera battente bandiera del Botswanache tentava di dirigersi verso un porto iraniano in violazione del divieto a stelle e strisce, mettendo fuori uso l’imbarcazione. Una decisione che ha quindi fatto scoppiare l’immediata risposta della Repubblica islamica che hapreso di mira con alcuni missili la nave statunitense-israeliana Panaya.
Le forze americane hanno così lanciato unattacco sull’isola di Qeshm, colpendo un’antenna di telecomunicazioni. Larisposta iraniana non si è così fatta attenderee missili e droni sono stati lanciati sulle basi statunitensi in Kuwait, mentre in Bahrein e Arabia Saudita sono scattate le sirene d’allerta, e in Iraq, a Erbil, sono state registrate diverse esplosioni.
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Ma è anche “guerra” di comunicati per dare la propria versione dei fatti. I pasdaran rivendicano di aver sferrato “attacchi missilistici precisi e concentrati” contro le basi militari statunitensi in Kuwait in risposta all’attacco statunitense all’isola iraniana di Qeshm.
“Qualsiasi nuova follia, qualsiasi ulteriore aggressione o qualsiasi mossa che tocchi anche solo un centimetro dei nostri confini e della nostra sovranità incontrerà una risposta sismica, schiacciante e decisiva che andrà oltre le normali regole e i limiti, e le nostre coraggiose forze non esiteranno a ridurre in cenere tutte le basi degli aggressori e i loro interessi nelle regioni“, comunicano senza esitazione le guardie della rivoluzione islamica, scandendo come “il tempo del “colpisci e fuggi” è finito, e le forze oppressive devono accettare le gravi conseguenze della loro ignoranza e del loro avventurismo sconsiderato“.
Dal Comando Centrale degli Stati Uniti, invece, si riferisce che le forze statunitensi hanno neutralizzato con successo diversi missili balistici e droni iraniani e “hanno condotto attacchi di autodifesa sull’isola di Qeshm in risposta ai tentativi di attacco da parte dell’Iran in tutto il Medio Oriente“. L’Iran ha lanciato diversi missili balistici verso i paesi. vicini della regione, continua la note del Centcom, anche se nessuno di essi ha colpito gli obiettivi previsti. Così come due missili iraniani lanciati contro il Kuwait non hanno raggiunto la destinazione o si sono disintegrati in volo, mentre tre missili lanciati contro il Bahrein sono stati immediatamente intercettati dalle forze di difesa aerea statunitensi e bahreinite.
Insomma, si resta vigili e pronti a difendersi da quella che il Comando Centrale ha definito “un’ingiustificata aggressione iraniana” durante il cessate il fuoco in atto. Ma i pasdaran non esitano a dare nuovamente la propria versione, spiegando come siano scattati raid di “rappresaglia con missili e droni contro una base aerea statunitense e il quartier generale della Quinta Flotta statunitense“. E l’avvertimento resta il medesimo: “Qualsiasi ulteriore compromissione della sicurezza nello Stretto di Hormuz incontrerà una dura risposta“.
Ma ancora, dal canto loro, gli Stati Uniti non esitano a controreplicare ancora, scandendo che tutti gli attacchi iraniani contro le forze a stelle e strisce sono “falliti” e definendo assolutamente “falso” quanto rivendicato dai pasdaran.
Intanto, però, si contano i danni effettivi dei raid. Il Kuwait ha attivato un piano di emergenza nel suo aeroporto internazionale dopo che i droni e i missili degli ayatollah hanno preso di mira il terminal T1. Le autorità competenti hanno anche riferito che l’attacco ha causato gravi danni a diverse strutture aeroportuali, provocando anche diversi feriti. Ivoli sono stato così sospesi e dirottativerso aeroporti alternativi fino a nuovo avviso.
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