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Gaza, Smotrich da choc: “E’ una miniera d’oro, un grande investimento da spartire con gli Usa”

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Considerando come l’avanzata di Israele a Gaza City con Carri di Gedeone II stia proseguendo senza alcun timore, sembra che si stia già, o comunque di nuovo, riflettendo sul temuto “day after“. Ad intervenire senza troppa remore è proprio il governo di Benjamin Netanyahu per voce del ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich, che ha illustrato la sua visione di quel che ne sarà della Striscia di Gaza.

Sembra per deformazione professionale, ma lo sguardo è rivolto al business, dimenticando praticamente la devastazione, la crisi umanitaria e i morti che arrivano sulle prime pagine mondiali. Smotrich affronta insomma la questione affermando che si tratta di “una miniera d’oro“ immobiliare. Intervenuto al vertice sul rinnovamento urbano del Centro immobiliare, ha anche ritenuto opportuno dire che la ricostruzione di Gaza diventerà, tra le altre cose, un investimento immobiliare redditizio, e a tal proposito “sono stati già avviati negoziati con gli americani“.

Come riportato dal Times of Israel, Smotrich ha effettivamente riferito che Israele “ha investito molti soldi in questa guerra. Dobbiamo vedere come distribuiremo il terreno in percentuale“, aggiungendo che “la demolizione, la prima fase del rinnovamento della città, l’abbiamo già fatta. Ora dobbiamo solo costruire“.

Intanto, nella giornata la Commissione europea si è decisa a fare qualcosa. A solo una settimana dalla promessa pronunciata nel Discorso sullo Stato dell’Unione da Ursula von der Leyen, l’Esecutivo Ue adotta una serie di misure contro Israele, che, dovranno tuttavia superare il vaglio, non scontato, degli Stati membri al Consiglio.

“Voglio essere molto chiara: l’obiettivo non è punire Israele. L’obiettivo è migliorare la situazione umanitaria a Gaza“, che è “insostenibile“, afferma l’Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas. Le misure sul commercio sono di fatto una sospensione solo delle tariffe preferenziali che l’Ue aveva adottato verso Tel Aviv, che riguardano “il 37% delle esportazioni totali nell’Ue provenienti da Israele“.

In sostanza, comunque, non si interrompono i rapporti commerciali, ma si elimina il trattamento preferenziale di zero dazi su una parte del commercio per tornare alle tariffe del WTO, in base al principio della nazione più favorita. Ora il Consiglio deve adottare tale decisione a maggioranza qualificata. Maggioranza che, almeno per il momento, sembra non esserci ancora, con l’Italia e la Germania che, stando a dichiarazioni passate, non sarebbero ancora convinte della misura.

Intanto, prosegue l’invasione dell’esercito israeliano a Gaza City. Stando a fonti mediche in mano ad Hamas, il bilancio di oggi ha contato 62 morti, di cui almeno 40 uccisi a Gaza City. Tra le vittime anche un membro dello staff di Medici Senza Frontiere a Gaza.

E stando ad una nuova stima delle forze armate israeliane, sono circa 400.000 i palestinesi che avrebbero finora evacuato Gaza City verso altre zone della Striscia. Mentre, si stima che circa 1 milione di palestinesi risiedessero a Gaza City prima che l’Idf iniziasse la sua offensiva nei confronti di Hamas nella zona.

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