La tragedia umanitaria di Gaza non accenna a placarsi. Dopo la notizia della parziale riapertura del valico di Rafah, che aveva riacceso le speranza della tanto agognata pace, la Striscia precipita nuovamente nella paura.
18 persone morte dopo attacchi israeliani
Questa mattina, infatti, 18 persone sono rimaste uccise nei raid aerei messi a segno dalle forze armate israeliane nella Striscia di Gaza. Lo riporta l’agenzia di stampa Wafa, che cita a sostegno fonti sanitarie. Inizialmente, l’emittente panaraba satellitare di proprietà qatariota Al Jazeera aveva parlato di 9 morti totali: cinque persone, tra cui un bambino, decedute, negli attacchi sferrati nei quartieri di Al-Zaytoun e Al-Tuffah, localizzati a est di Gaza City ed altri quattro palestinesi uccisi a Khan Younis.
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Successivamente, il numero delle vittime civili è salito a 18, tra cui tre minori. Il bilancio aggiornato dei morti causati dagli attacchi israeliani nella Striscia è stato comunicato da fonti mediche, come riporta l’agenzia d’informazione palestinese Quds News Network.
Israele lamenta la violazione del cessate il fuoco
Prima dei raid di questa mattina, le Idf avevano riferito che un riservista israeliano era rimasto “gravemente ferito” dopo essere stato vittima di presunti miliziani islamisti che avrebbero sparato contro di lui la scorsa notte “nell’area della linea gialla”, nella parte settentrionale della Striscia di Gaza. Lo hanno riportato le stesse forze armate israeliane, comunicando che, dopo aver individuato l’origine della minaccia, unità corazzate e velivoli dell’Aeronautica militare israeliana hanno compiuto attacchi mirati nell’area. In una nota diffusa dai militari israeliani si legge che “Le Idf considerano questo attacco una palese violazione dell’attuale accordo di cessate il fuoco”. I raid di questa mattina nella Striscia potrebbero quindi essere una reazione al ferimento del riservita israeliano.
Fermate le evacuazioni di malati e feriti palestinesi al valido di Rafah
Intanto, la Mezzaluna rossa palestinese (Prcs), organizzazione umanitaria della Croce Rossa in Palestina, è stata informata questa mattina che l’evacuazione dei malati e dei feriti attraverso il valico di Rafah è stata annullata per oggi. Lo riporta Al Jazeera, citando le parole del portavoce della Mezzaluna Raed al-Nims.
Il Coordinatore israeliano delle attività governative nei Territori (Cogat) ha addossato la colpa dell’annullamento all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), responsabile del coordinamento dell’arrivo dei residenti dalla Striscia di Gaza al valico di Rafah, la quale non avrebbe ancora presentato “i dettagli di coordinamento richiesti per motivi procedurali“. Il Cogat ha però assicurato che, una volta che i suddetti dettagli verranno presentati, il trasferimento dei pazienti palestinesi e dei loro accompagnato in Egitto “sarà facilitato”.
Il valico di Rafah, al confine tra la Striscia di Gaza e l’Egitto, resta quindi aperto ma si attendono le info dell’Oms.
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