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Gaza, Mosca sfida Washington con una sua risoluzione all’Onu. Gli Usa: “Pericoloso seminare discordia”

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Risoluzione per Gaza? La Russia ha presentato al Consiglio di sicurezza dell’Onu una propria bozza, in opposizione a quella avanzata dagli Stati Uniti. Nel testo, visionato e diffuso i alcune delle sue parti da Reusters e Channel 12, Mosca non menzionerebbe uno dei nodi principali su cui si base piuttosto il piano di pace costituito dal presidente a stelle e strisce Donald Trump. Ovvero, la smilitarizzazione della Striscia, opponendosi inoltre alla permanenza di Israele oltre la Linea Gialla.

Ma nel testo proposto alle Nazioni Unite, il Cremlino non avrebbe preso in considerazione neanche il Board of Peace per l’amministrazione transitoria dell’enclave palestinese, previsto invece nel piano del tycoon, e affiderebbe al Segretario generale il compito di valutare quelle che ha definito le “opzioni per il dispiegamento della Forza internazionale di stabilizzazione“.

Nella bozza russa, in riferimento alla presenza delle forze di difesa israeliane sul lato orientale della Linea gialla che divide il territori palestinese, si ribadisce come “il Consiglio di sicurezza respinge qualsiasi tentativo di cambiamento demografico o territoriale di Gaza, compresa qualsiasi azione che riduca l’area della Striscia di Gaza“. E in questo senso, Mosca sottolinea “l’impegno nei confronti della visione di una soluzione a due Stati” che “vivano fianco a fianco in pace“, rimarcando anche “l’importanza dell’unità e dell’integrità territoriale” dell’enclave e della Cisgiordania sotto l’Autorità palestinese.

E in una nota ai membri del Consiglio di sicurezza, che è stata anche riportata dalla Reuters sul proprio sito, la missione russo avrebbe affermato che la sua “controproposta è ispirata alla bozza degli Stati Uniti“. L’obiettivo di fondo sarebbe consentire al Consiglio di sicurezza di sviluppare “un approccio equilibrato, accettabile e unificato per raggiungere una cessazione sostenibile delle ostilità“.

Dal canto suo, Washington avverte con polso fermo che ogni tentativo di “seminare discordia avranno gravi conseguenze per i palestinesi“. Un avvertimento sollevato soprattutto nella considerazione del delicato momento che si sta affrontando e che al centro delle discussioni vede l’accordo su questa risoluzione è in fase di negoziazione attiva. “Il cessate il fuoco è fragile – ha anche spiegato un portavoce della missione statunitense a Palazzo di Vetro – e sollecitiamo il Consiglio a unirsi e ad andare avanti per garantire la pace di cui c’è disperatamente bisogno“.

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